Gioco
L’ultimo regalo di Raoul: donati gli organi
Esaudita la richiesta del ragazzo morto mentre lavorava in Capannina. Sospese le lezioni all’Artistico
LUCCA. Si terranno mercoledì 4 maggio alle 15.30, alla chiesa di San Giusto a Porcari, i funerali di Raoul Biagiotti, il diciannovenne morto in seguito a un malore che lo aveva nelle prime ore di domenica primo maggio, mentre stava lavorando come cameriere alla Capannina di Forte dei Marmi. Un lutto improvviso che, oltre a lasciare nello sconforto i genitori Aldo e Bernadette e i due fratelli più piccoli, ha gettato nello sconforto i suoi compagni di classe, frequentanti la 5°L del Liceo Passaglia di Lucca a indirizzo musicale.
Un ragazzo benvoluto e apprezzato da tutti, docenti compresi, per il suo modo di porsi e la tenacia con la quale aveva abbinato da qualche anno, assieme al percorso scolastico, il lavoro di cameriere. «Sono passati da due giorni dalla sua scomparsa, ma siamo sempre tutti sotto choc – afferma la dirigente scolastica del Passaglia Maria Pia Mencacci – ho seguito Raoul Biagiotti nel suo percorso in questi anni. E pensare che a giugno avrebbe dovuto sostenere l’esame di maturità. Tutti i suoi compagni e i docenti mi hanno parlato di un ragazzo educato, perbene e solare. Come strumenti Raoul suonava il pianoforte e l’oboe». La preside Mencacci, ben comprendendo quale possa essere lo stato d’animo di chi ha vissuto a fianco la quotidianità delle mattinate a scuole, ha deciso, in occasione delle esequie funebri, di sospendere le lezioni pomeridiane. «Ci sembra la scelta migliore, anche per dimostrare la vicinanza alla famiglia del ragazzo e a permettere a docenti e compagni di classe di partecipare al funerale. Anche questa mattina (ieri per chi legge ndr) i suoi compagni sono andati tutti all’ospedale di Livorno dove Raoul è spirato».
Sono giorni difficili per più comunità. Per quella di Capannori, dove la famiglia di Raoul viveva fino a pochi anni fa, nella frazione di Camigliano, e dove la nonna Amalia lavora in Comune. In quella di Lucca, dove il giovane studiava e aveva tanti amici. E, poi, nella comunità di Porcari, dove la famiglia Biagiotti si era trasferita e dove si era fatta subito apprezzare da chi l’aveva conosciuta. La scomparsa di Raoul ha lasciato dietro di se tanto dolore, non solo perché la morte ha strappato ai suoi cari una persona così giovane (a settembre avrebbe compiuto 20 anni), non solo perché erano in tanti a conoscerlo, ma anche perché è stata portata via una bella persona, un ragazzo che, per non pesare sulla sua famiglia, alternava lo studio al lavoro. Un bravo ragazzo come è sempre più difficile incontrarne.
Di questo dolore si è fatto interprete il primo cittadino Leonardo Fornaciari: «Una perdita è sempre un lutto più o meno grande. Ma quando a lasciarci è un giovane, un ragazzo di vent’anni allora ad essere scossa è tutta la nostra comunità. Raoul ci ha salutato all’improvviso nella notte tra sabato e domenica. Era a lavorare. Ed era il primo maggio. Si perché Raoul amava la musica, suonava pianoforte e oboe, frequentava il liceo musicale ma voleva anche contribuire a costruire il suo futuro con piccoli lavori. Non solo. Raoul era già maturo e grande: aveva le idee chiare. Aveva deciso, appena maggiorenne, di essere a disposizione degli altri anche nel momento più difficile dichiarando, come prevede la legge, di voler donare i suoi organi». Un pensiero insolito per una persona di quell’età, ma che sta, da solo, a dimostrare la profondità di spirito che lo caratterizzava. E quell’ultimo desiderio è stato esaudito, lunedì, dall’equipe dell’ospedale di Livorno, che ha eseguito un espianto multiorgano. Così Raoul non solo resterà nel cuore di chi lo ha conosciuto, ma aiuterà anche altri a fare ciò che lui ha smesso di fare sulla soglia dei vent’anni: vivere.
Sempre il sindaco Fornaciari ha poi rivolto un pensiero alla famiglia Biagiotti, stretta in un abbraccio simbolico da tutti coloro che hanno apprezzato le doti umane del loro primogenito: «Alla mamma, al papà e alla famiglia va tutto il cordoglio. Credo che per il funerale dovremo tutti fermarci un attimo, perché è giusto riflette su questo ragazzo, che si è dato sempre da fare soprattutto per gli altri. Ciao Raoul e grazie per averci, in silenzio e con umiltà, insegnato tanto». Una chiusura, questa che rappresenta un invito alla comunità porcarese, a osservare un momento di lutto nel momento dell’addio. Senza ordinanze o provvedimenti dall’alto, ma con una volontà che deve scaturire dal cuore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
