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Lucca

La tragedia  

Morta a 16 mesi: ieri i funerali a Mastiano; la madre era deceduta in sala parto

Morta a 16 mesi: ieri i funerali a Mastiano; la madre era deceduta in sala parto

La piccola era ricoverata sin dalla nascita all’ospedale di Cisanello. I familiari chiedono che siano accertati i fatti

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LUCCA. Muore a 16 mesi, dopo che la madre era deceduta in sala parto nel giorno in cui è venuta al mondo. È una tragedia che sembra non avere fine quella che si sta abbattendo su una famiglia di Lucca, presa di mira da un destino infausto.

Il 14 dicembre 2020 Emanuela Paolinelli, 42enne impiegata di banca residente a Mastiano, è morta all’ospedale San Luca. Si trovava in sala parto per dare alla luce la sua seconda figlia, la piccola Ginevra. Complicazioni impreviste hanno portato al suo decesso e hanno provocato danni gravi anche alla neonata, da allora rimasta attaccata ai macchinari della terapia intensiva neonatale dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, a seguito dei danni riportati. Due giorni fa anche il cuoricino della piccola Ginevra ha smesso di battere, dopo 16 mesi in cui ha lottato per restare aggrappata alla vita. Ieri pomeriggio nella chiesa di Mastiano si sono tenuti i funerali.

Una vicenda che si fa fatica anche solo a raccontare ma che i familiari della donna stanno affrontando con grande dignità e con la ferma volontà di arrivare a comprendere cosa sia accaduto in quel 14 dicembre nella sala parto del San Luca. L’imprenditore di San Giuliano Federico Sereni, marito di Emanuela Paolinelli, padre della piccola Ginevra e di una bambina di sette anni, nel luglio scorso aveva rotto il silenzio per chiedere che venissero accertati i fatti.

«Voglio sapere cos’è successo quella sera dopo che alle 19.25 sono uscito dalla stanza dopo aver parlato con mia moglie che aveva le contrazioni», diceva al Tirreno. Una richiesta ripetuta come un mantra. Legittima ed espressa con grandissima dignità «Nessuno al momento – proseguiva Sereni – ha saputo spiegarmi cos’è realmente accaduto a mia moglie. L’ho lasciata che stava cenando in attesa del parto indotto e alle 22.30 era morta. Lo stesso primario Gianluca Bracco, che ha seguito mia moglie durante tutta la fase della gestazione in cui ha manifestato una forma di diabete, non riesce a capire cosa è successo in quel lasso di tempo che va dalle 20.55 al cesareo eseguito d’urgenza sino al decesso. Mi sono fatto tante domande e pretendo di avere delle risposte. Perché se fosse stato commesso un errore nella procedura questo errore non deve più accadere e se c’è qualcosa da correggere va corretta. Nessun altro marito o genitore deve subire una sofferenza indicibile come quella che è capitata a me e alla mia famiglia».

Un’esplicita richiesta di giustizia e verità che si può solo condividere. La famiglia non si è limitata alle parole, ma ha donato anche 13mila euro alla Neonatologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Sono soldi ricevute dai parenti, dai familiari, dagli amici, dai colleghi di lavoro della consorte (dipendente del gruppo Bpm), ma anche da tanti lettori dei quotidiani cartacei. Sono stati destinati alla ricerca, nel reparto guidato dal professor Luca Filippi, dove la piccola Ginevra è stata ricoverata fino a che il suo cuore ha continuato a battere.

«Voglio ringraziare di cuore il professor Filippi – diceva Sereni a luglio – e la sua squadra di medici, infermieri e personale sanitario che si occupa di mia figlia come se fosse una loro figlia mettendo al primo posto un’umanità e una professionalità che, nonostante ciò che mi è accaduto, mi fanno continuare a credere nella sanità italiana e nelle sue eccellenze».

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