Gioco
La ministra ai giovani: «Non abbiate timori, tutti abbiamo fallito. Il futuro è nel digitale e nei lavori “green”»
A Lucca Fabiana Dadone, titolare del dicastero delle Politiche giovanili, lancia un appello accorato a ragazzi e ragazze
LUCCA. «Non considerate tempo perso alcuna occupazione. Il volontariato, ad esempio. Tutto serve per sviluppare concretezza». Da piazza Napoleone, dove è in corso l’iniziativa il “Neet Working Tour”, campagna informativa itinerante rivolta ai giovani che sta attraversando l’Italia, la ministra Fabiana Dadone, titolare del dicastero delle Politiche giovani, lancia loro il suo appello. Con parole semplici, dirette, li esorta a tuffarsi nel proprio futuro, a costruirlo.
Nel suo tour in tutta Italia fra i giovani, quali sono i racconti che le fanno più spesso di se stessi?
«Molti, tra i ragazzi che incontro, hanno timore di fallire. Provo a far loro presente di non stare fermi su se stessi, ma di implementare le loro conoscenze. Molti vogliono fare l’influencer, ma molti non sanno ad esempio che fare il dj su una nave da crociera significa essere degli artigiani. Ecco perché è importante anche la presenza, a queste iniziative, delle associazioni di categoria».
Cosa consiglia ai giovani come chance per costruire il proprio futuro?
«Oggi è fondamentale investire su mestieri ispirati al “green” e al digitale. La digitalizzazione ha influito su tutto il mondo del lavoro, compresi i mestieri tradizionali. Soprattutto, consiglio ai giovani di non stancarsi mai di conoscere, di studiare. Le competenze sono in evoluzione ed è importante quindi che tutti alimentino le proprie conoscenze».
Cosa a suo parere ha determinato per molti ragazzi e ragazze l’abbandono della scuola o la difficoltà a scegliere di propria iniziativa un percorso professionale?
«Ritengo che le ragioni siano molteplici. Ad esempio l’approccio verso gli istituti tecnici come scuola superiore da frequentare. Molte famiglie hanno scelto e scelgono il liceo per i propri figli. La colpa della difficoltà a trovare lavoro sta nel sistema di domanda e offerta di lavoro. Per questo serve intervenire sui centri per l’impiego. L’Italia è molto indietro da anni in questo senso. Adesso partiremo con nuovi investimenti sui centri per l’impiego. Iniziative come queste sono molto importanti, anche perché, intorno, in ogni tappa, si crea una piccola fiera del lavoro».
A suo parere il fatto di percepire il reddito di cittadinanza ha in qualche modo frenato l’impegno a cimentarsi nel mondo del lavoro, anche per una persona giovane?
«Il reddito di cittadinanza è una garanzia sociale di base. Ha una durata prevista di tre anni. Penso che vadano limitate le distorsioni e quindi che vadano fatti i controlli. Ma è un sistema che serve. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto durante la pandemia senza il reddito di cittadinanza».
Lucca è stata fonte di ispirazione di nuovi mestieri per i giovani grazie a Lucca Comics & Games. Quali altre opportunità può offrire questa manifestazione internazionale?
«Lucca Crea ha lavorato molto con la popolazione giovanile. Con questa manifestazione, come ministero abbiamo lavorato molto sugli anniversari, per veicolare messaggi e conoscenze, come nell’edizione 2021 per il Milite Ignoto. Il fumetto può essere una professione. Dietro al divertimento che la manifestazione offre si può costruire molto. La cosa fondamentale è che i ragazzi non guardino con timore al futuro. Tutti abbiamo fallito nella vita».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
