Sicurezza
Assi viari, comitato all’attacco. «Rispondano Anas e la politica»
Dopo gli episodi degli scavi nei terreni privati. Altrestrade vuole vedere la documentazione
LUCCA. A volte il silenzio solleva più preoccupazioni del rumore. Questo è certamente vero nel caso degli abitanti delle frazioni, lungo il confine tra Lucca e Capannori, che nei progetti di Anas dovrebbero essere attraversate dall’asse viario Nord-Sud. E il silenzio, secondo il cComitato Altrestrade che raccoglie i residenti dei vari paesi coinvolti, non è solo quello della stessa Anas, ma anche quello della Prefettura e delle istituzioni locali, dai Comuni di Lucca e Capannori alla Provincia. Un silenzio come risposta alla richiesta di chiarimenti su quanto sta avvenendo sui terreni che hanno la sorte di trovarsi lungo il percorso del progettato asse: qui – segnalano i proprietari – spuntano operai incaricati dall’Anas, che scavano buche con la ruspa (si tratta di saggi archeologici) e poi le ricoprono. Così, senza chiedere permesso e disinteressandosi del fatto che quei terreni, spesso, sono coltivati e che con quella ruspa si devasta una parte di raccolto.
Gli abitanti, viene spiegato, si sono visti notificare un preavviso di accesso alle proprietà, ma senza spiegazioni, solo la citazione di un articolo di legge che autorizza i tecnici incaricati alla progettazione di opere pubbliche e di pubblica utilità «a introdursi nelle aree interessate». Però, viene ribadito dal Comitato, la legge prevede l’esistenza di un documento che testimoni la stipula di una concessione o un atto di affidamento. Un documento più volte richiesto dal Comitato ad Anas, senza però ricevere niente. Un silenzio appunto che, viene spiegato, è arrivato anche dalla prefettura, nonostante la richiesta di un intervento affinché chiarisse la situazione. E non sono mancate situazioni particolari, come ha ricordato il presidente del Comitato Alessio Stefanini. Una di queste è quella vissuta lunedì 11 aprile, quando gli incaricati Anas hanno iniziato a scavare nel terreno di proprietà di Davide Gemignani. Una storia già raccontata da Il Tirreno: per due volte sul posto sono dovute intervenire le forze dell’ordine. Dopo che gli incaricati si erano allontanati al mattino, nel pomeriggio sono tornati. Così il proprietario ha chiesto l’intervento dei carabinieri, e agli autori degli scavi – che poi hanno nuovamente abbandonato l’intervento – è stato chiesto di mostrare l’autorizzazione. Fin qui la storia nota, gli sviluppi successivi sono stati resi noti nell’incontro organizzato giovedì pomeriggio. Il proprietario e il comitato hanno ricevuto una diffida da Anas, datata proprio 11 aprile, a non ostacolare non ostacolare l’accesso all’area. Poi però, dopo che ha fatto un’istanza formale di accesso agli atti, il proprietario è stato dichiarato “soggetto non più interessato dai saggi archeologici”, e quindi “senza diritto di verificare la documentazione”. Altro silenzio dunque.
Il comitato, del quale oltre a Stefanini e a Gemignani fanno parte, i rappresentanza delle diverse frazioni coinvolte, anche Mauro Branca, Giulio Della Santa, Giuliano Giorgetti, Geni Caturegli, Adolfo Davini , Giancarlo Raschioni e Franco Franceschi, ha ripercorso tutte le varie tappe del confronto con Anas. Un confronto quasi unilaterale, dal momento che a tutte le richieste di documentazione ha replicato semplicemente che agisce quale autorità espropriante (ma, viene ricordato, senza chiarire quali sono gli atti che le danno questo potere). Così come finora nessuna risposta si è avuta alle varie richieste girate alla prefettura (il 21 gennaio, l’8 aprile e, l’ultima il 16 aprile). Dopo aver ricordato anche le varie perplessità sull’effettiva utilità dell’asse viario (che attraverserebbe, tagliandola, una delle aree agricole più importanti del territorio), dal comitato si chiede anche una precisa presa di posizione dal mondo politico e istituzionale. Un appello ai Comuni di Lucca e Capannori a dimostrare con i fatti la volontà di difendere l’ambiente. Così come si trova curioso che, nonostante le elezioni lucchesi alle porte, nessun candidato abbia detto la sua, se non attraverso degli slogan, sulla vicenda.
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