Sicurezza
Fece pipì in strada: giovane multato per 300 euro
Il giudice di pace ha respinto il ricorso. La madre: «Prima di fare i regolamenti, il Comune doti la città di bagni pubblici»
LUCCA. Ricorso respinto dal giudice di pace: dopo quasi quattro anni deve pagare una multa di 300 euro (più la maggiorazione di 24) per avere fatto pipì in una strada del centro storico: era l’una di notte e non c’erano bagni pubblici aperti.
A raccontare la storia è la madre del giovane multato, all’epoca dei fatti ventiquattrenne. Il giovane era fuori con gli amici quando all’improvviso non poté resistere a un bisogno fisiologico impellente. «Mio figlio non si accorse che era stato seguito da una pattuglia della municipale in borghese – spiega la madre –. Gli dissero che avrebbe ricevuto la multa per quello che aveva fatto, ma non gli fu consegnato il verbale sul momento».
Il verbale arrivò tempo dopo per via postale. Sempre la madre del giovane ricostruisce: «Ci rivolgemmo all’amministrazione comunale per dare le nostre spiegazioni per quell’episodio, spiegando che tutto era nato dall’impossibilità di trovare un bagno pubblico nelle immediate vicinanze. Mio figlio è un giovane rispettoso e amante del decoro. Rimase mortificato da quell’episodio».
In attesa dei riscontri che erano stati annunciati dal Comune, la donna non pagò subito la multa. «Tre anni e mezzo dopo – spiega – abbiamo di nuovo ricevuto il verbale da trecento euro, con una maggiorazione di 24 per le spese di notifica». La madre ha deciso così di rivolgersi al giudice di pace (spendendo altri 40 euro per presentare il ricorso) per chiedere l’annullamento della multa. Ma il giudice, informa la donna, «ha deciso che dobbiamo pagare. Gli esponenti del Comune presenti all’udienza hanno ribadito che i locali aperti anche la notte hanno l’obbligo di far usare il bagno alle persone e quindi mio figlio avrebbe dovuto rivolgersi a un locale che avesse trovato aperto».
La madre, dispiaciuta, spiega che ha voluto raccontare questo episodio affinché possa essere utile ad altre persone. «Chiedo all'amministrazione comunale di mettere a disposizione bagni pubblici agibili anche in tarda serata, provvedimento che andava preso prima di emettere regolamenti poco pubblicizzati e con sanzioni pecuniarie così severe – conclude la donna –. E ai giovani come mio figlio dico di stare attenti. Ai giovani seri, che non hanno alcuna intenzione di sporcare la città o deturparla: attenti a come vi comportate, potreste ricevere una multa».
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