Attenzione
Venti famiglie sotto sfratto a Lucca
Ma la percezione è che possano essere anche di più. Giglioli: «Diamo risposte a tutti coloro che hanno i requisiti»
LUCCA. Venti famiglie lucchesi sotto sfratto: questo il dato certo, ad oggi, ma la percezione, come spiegano l’assessora al sociale Valeria Giglioli e il responsabile comunale dello stesso dipartimento, Aldo Intaschi, è che in corso ce ne siano almeno trenta. E la tendenza, purtroppo, sembra essere all’aumento: un effetto conseguente allo sblocco degli sfratti decorso dal primo gennaio di quest’anno. Nel corso del 2022 l’amministrazione potrà aiutare i nuclei familiari in condizione di sfratto incolpevole (derivante da perdita o riduzione di lavoro, cassa integrazione, mobilità, chiusura di attività, grave malattia, morte) grazie all’accertamento nel 2021 di 210.973 euro provenienti dal fondo nazionale destinato agli inquilini morosi incolpevoli.
È quello degli sfratti il dato più forte che emerge da un approfondimento sul tema dell’emergenza abitativa sul territorio cittadino, la cui declinazione, da alcuni anni a questa parte, è strettamente collegata a un fattore scatenante: la precarizzazione del lavoro. Lo stesso problema che ha costretto a chiedere aiuto al segretariato sociale tante famiglie che riuscivano a sbarcare il lunario, ha portato nuclei familiari a non poter più far fronte al canone di affitto mensile.
In generale, come spiega l’assessora Giglioli, anche per l’emergenza casa, i bisogni si sono estremamente diversificati. E anche le linee di intervento sulla casa si sono plasmate in base ai bisogni. Nasce da qui quello che Giglioli sintetizza nel concetto di «un tetto sopra la testa»: vale il raggiungimento dell’obiettivo più della modalità. L’importante è dare una risposta a famiglie e persone senza una casa: assegnando loro un alloggio Erp, ma anche mettendole in condizione, coi contributi sugli affitti, di rimettersi in gioco sul mercato degli affitti privati. «Perché la casa – dice Giglioli – è veicolo di autonomia».
Per quanto riguarda le case popolari, l’ultimo bando risale a ottobre 2019. «Sono 1.067 sul territorio comunale gli alloggi Erp del Comune – spiega Giglioli –, nessuno occupato abusivamente. In questo numero sono compresi gli affitti di risulta, alloggi liberati da inquilini, risistemati e poi riaffidati. L’ultimo bando per le case popolari risale a novembre 2019: la graduatoria definitiva è del 2020. Su 513 domande ammesse, ne sono state soddisfatte circa 130 (assegnazioni nelle ultime cinque annualità disponibili: 47 nel 2017, 36 nel 2018, 21 nel 2019, 14 nel 2020, 22 nel 2021, ndr), ma le altre non sono state trascurate: le famiglie in attesa di una casa sono state aiutate con altri canali». La cadenza dei bandi è quadriennale; il prossimo quindi ci sarà nel 2023.
Il contributo agli affitti è la modalità che ha permesso di raggiungere la maggior parte dei nuclei familiari, incentivata da contributi straordinari durante la pandemia. «A maggio 2020, grazie a un bando straordinario legato alla pandemia, abbiamo risposto a 393 nuclei familiari che avevano i requisiti per il contributo affitti. E dopo un confronto con i sindacati – prosegue l’assessora al sociale – abbiamo deciso di estendere il contributo ai nuclei con Isee in fascia B, un po’ più alto rispetto al livello minore A. Abbiamo continuato su questa linea nel 2021, quando abbiamo erogato contributi a 768 famiglie, e vogliamo proseguire nel 2022».
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