Sicurezza
Un ambulatorio con otto dottori per curare i profughi ucraini
L’iniziativa è stata realizzata nei locali della Croce Verde di Lucca. Il presidente Borella: «Stiamo scrivendo una bella pagina di solidarietà»
LUCCA. Un ambulatorio medico gratuito per curare i rifugiati dall’Ucraina. È il progetto della Croce Verde di Lucca per venire incontro alle esigenze sanitarie della popolazione proveniente dalle zone colpite dal conflitto e necessita di cure e assistenza, cui ha dovuto rinunciare per sfuggire alle persecuzioni della guerra oppure perché impossibilitata a reperirle nelle città rase al suolo dai bombardamenti.
Sei, al momento, i medici che si sono resi disponibili per assistere e curare i profughi ucraini: Guglielmo Menchetti, Alessandro Romboli, Antonia Tucci, Cristina Barbieri, Mauro Saccocci e Lorenzo Mencacci. Con loro il dottor Michele Carmassi, direttore sanitario della Croce Verde di Lucca.
L’ambulatorio resterà aperto lunedì, mercoledì e venerdì con orario 9,30-11,30 e 17-19. Il progetto, operativo da questa settimana, permetterà di soccorrere nell’immediato chiunque necessiti di soccorso medico e abbia difficoltà ad accedere al sistema sanitario, già molto complesso e con lunghe liste di attesa.
«Una bella pagina di solidarietà, quella che ci apprestiamo a scrivere – commenta il presidente della Croce Verde, Daniele Massimo Borella – nonostante la drammaticità della circostanza che però ci spinge a fare del nostro meglio per aiutare chi sta vivendo nell’angoscia e nell’incertezza del domani. Un progetto che ci riempie d’orgoglio e va ad aggiungersi a quello in atto da settimane, di raccolta di materiali di prima necessità, in collaborazione con Auser Lucca, Rfk Human Rights Italia e Colors for Peace che abbiamo già inviato al confine tra Romania e Ucraina con quattro tir carichi di alimentari e vestiario destinati ai profughi in fuga dalla guerra».
A giorni il prossimo viaggio. E anche stavolta i volontari della Croce Verde torneranno con la garanzia che tutta la merce è arrivata a destinazione. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’azienda Asl nord ovest e il Comune di Lucca, grazie anche all’impegno dei medici Luigi Rossi e Marco Farné, sempre in prima linea, quando si tratta di assistenza e solidarietà sociale. «Il minimo che potessimo fare – aggiunge il dottor Alessandro Romboli, medico di famiglia in pensione – in un momento così complicato in cui migliaia di persone si trovano ad affrontare il dramma della guerra con tutte le sue conseguenze. Dopo una pandemia, questo proprio non ci voleva, ma dobbiamo portare il nostro aiuto a chi ne ha bisogno. Da parte nostra ci impegneremo al massimo, partendo dalle cure più urgenti fino alla verifica delle vaccinazioni essenziali, tenendo conto che l’Ucraina è il paese europeo con la più alta percentuale di malati di tubercolosi, dove si registrano ancora molti casi di poliomielite». Tracciabilità sanitaria, dunque, e controlli per ogni tipo di patologie, comprese quelle per bambini, grazie alla collaborazione con alcuni medici pediatri. «L’iniziativa – commentano l’assessora Valeria Giglioli e la consigliera delegata alla sanità Cristina Petretti – è un ottimo esempio per fare rete e un modello da perseguire e implementare con un’assistenza psicologica dei pazienti che presentano disagi e traumi difficili da cancellare».
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