Il Tirreno

Lucca

Dottoressa aggredita al Campo di Marte, i medici non ci stanno. «Serve prevenzione»

Barbara Antoni
Umberto Quiriconi, presidente provinciale dell’ordine dei medici
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Umberto Quiriconi, presidente provinciale dell’ordine dei medici

L’annuncio di Quiriconi, presidente dell’ordine provinciale: «Lettera ad Asl, prefetto e questore per chiarire il quadro» 

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LUCCA. Dopo l’ultima aggressione ai danni di una guardia medica – avvenuta domenica 3 aprile nella sede all’interno del padiglione C del Campo di Marte – torna a mobilitarsi l’ordine provinciale dei medici. «Sicuramente faremo una lettera – spiega il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’ordine – che invieremo alla direzione dell’Asl, al prefetto e al questore. Vogliamo chiarire perché la guardia medica non fosse dotata di alcun dispositivo per chiedere aiuto».

«Sono essenzialmente quattro – analizza Quiriconi – i servizi sanitari più a rischio: oltre alla guardia medica, la psichiatria, il 118, il pronto soccorso. Come nostra iniziativa, un anno e mezzo fa, avevamo dotato tutte le guardie mediche del territorio provinciale di dispositivi di allarme in concessione. Si portavano alla cintura: se si ravvisava una situazione di pericolo, premendo un bottone si permetteva alla centrale di ascoltare la conversazione. Se la situazione fosse degenerata, bastava un doppio clic per richiedere alla centrale di avvertire le forze dell’ordine. Quell’iniziativa ha avuto molto successo, perché di aggressioni non ce ne sono più state. Nel frattempo l’Asl subentrò nella dotazione di dispositivi per le guardie mediche, noi facemmo un passo indietro. Mi sono meravigliato nel sapere di un nuovo episodio. Come può essere accaduto?».

C’è un altro punto fermo su cui ragionare, secondo Quiriconi: il fatto, spiega, «che la violenza va prevenuta. Non si può attivare un intervento di aiuto quando il fatto è già successo, perché è troppo tardi. Nei pochi istanti dell’aggressione può accadere di tutto. I modi per prevenire sono tanti: ad esempio affiancando un accompagnatore alla guardia medica, ma è possibile solo quando l’ambulatorio si trova all’interno di un’associazione di volontariato. Un altro modo è evitare postazioni isolate, fare in modo che ci sia illuminazione all’esterno. Quando manca un filtro, può accadere di tutto. In pronto soccorso ad esempio basterebbe una persona che fa la spola tra interno ed esterno e ragguaglia i familiari sullo situazione di un congiunto che si trova in corso di valutazione. Scriveremo presto la lettera per far presente questi aspetti».

Dell’aggressione si è interessato Vittorio Fantozzi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«L’ordine dei medici aveva segnalato la mancanza di sicurezza nella zona Sert del Campo di Marte visto che la postazione del portiere è lontana dal posto del medico guardia – spiega –. L’aggressione ai danni di una dottoressa da parte di un tossicodipendente che pretendeva metadone, riporta all’attenzione l’assoluta urgenza di intervenire: chi deve provvedere alla sicurezza della guardia medica nella zona Sert del Campo di Marte? L’Asl metta subito in campo sistemi di prevenzione adeguata, nelle ore notturne in quella zona chiunque può entrare, il rischio di aggressione va disinnescato all’origine. Porterò la mia solidarietà al presidente dell’ordine dei medici Quiriconi, lo incontrerò per cercare insieme soluzioni concrete per garantire la sicurezza delle guardie mediche. Si potrebbe pensare a un presidio fisso, durante la notte, delle forze dell’ordine o comunque a controlli grazie al passaggio di pattuglie della polizia, ma si potrebbe pensare anche a una convenzione con istituti di vigilanza privati, o a sistemi d'allarme da azionare in caso di necessità».



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