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Pizze alla Confraternita ma nessuno le ha ordinate

Luigi Spinosi
Pizze alla Confraternita ma nessuno le ha ordinate

Tra mercoledì e venerdì quattro scherzi in tre serate ai danni di altrettanti locali. Il governatore della Misericordia di Santa Gemma si è rivolto ai carabinieri

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CAPANNORI. La nota in redazione è arrivata venerdì sera. Poche righe con la quale la Misericordia di Santa Gemma Galgani chiedeva la pubblicazione di un avviso per informare tutti gli esercizi commerciali che l’associazione «a seguito del verificarsi di spiacevoli episodi, in cui ignoti, hanno richiesto telefonicamente la consegna di pizze alla sede, non effettuerà ordinazioni di nessun tipo». Un avviso che si chiudeva con l’invito «a ritenere nullo qualsiasi ordine a nome della Misericordia Santa Gemma Galgani».

Dietro quelle poche righe stava però un storia, tra il curioso e il disarmante, di uno scherzo che definire di pessimo gusto è riduttivo e di cui, nell’arco di appena tre serate, sono rimasti vittime la stessa Misericordia e quattro diverse pizzerie della zona. È lo scherzo del finto ordine, con i volontari che nelle ultime sere hanno visto arrivare in sede dei rider per fare delle consegne. Un gran numero di pizze che, però, nessuno aveva ordinato.

«La storia è iniziata mercoledì – spiega il governatore della Misericordia Daniele Berti – quando nella stessa serata abbiamo ricevuto ben de consegne, di dieci pizze cadauna, che qualcuno aveva fatto in due locali diversi a nome della Confraternita. Ma in realtà nessuno aveva ordinato niente, e non abbiamo potuto far altro che scusarci e spiegare che non le avevamo chieste noi».

Ma la storia non è finita lì, perché passate appena 24 ore ecco che un altro rider suona al campanello della Misericordia: «Giovedì sera – riprende il governatore – è arrivata un’altra consegna non richiesta questa volta di quindici pizze. E anche lì ci siamo scusati dell’accaduto». Ma l’autore, anzi, l’autrice, visto che le chiamate alle pizzerie arrivavano da una voce femminile, ancora una volta non si è fermata. Anzi, è stato un crescendo: «Ieri sera (venerdì per chi legge ndr) si è arrivata una nuova consegna – aggiunge Berti – questa volta di 21 pizze. Ma in questa circostanza abbiamo deciso di prenderle anche se non le avevamo ordinate: si trattava di una grande quantità, e quindi di un grosso danno per chi le aveva fatte e ce le aveva portate (fra l’altro da una pizzeria particolarmente lontana. Vi sto che in quel momento c’era una riunione e che in sede c’erano molte persone le abbiamo pagate e ce le siamo divise».

L’impressione però è che la responsabile di quelle chiamate non abbia alcuna intenzione di fermarsi, da qui l’avviso agli esercenti: nessun volontario della Misericordia è autorizzato a fare richieste di consegne a domicilio alla sede dell’associazione. Ma dall’associazione c’è l’intenzione di andare fino in fondo: «Abbiamo già segnalato la cosa ai carabinieri – chiude Berti – non si tratta solo di un danno di immagine per la Misericordia, il nostro pensiero va soprattutto alle vere vittime di questi episodi, ossia le pizzerie. Non si scherza con la gente che lavora, soprattutto in un periodo come questo, dove far quadrare i conti è particolarmente difficile. Se qualcuno ce l’ha per qualche motivo con me, con la Misericordia, con il consiglio, si faccia vivo e si confronti con il sottoscritto, senza rifarsela con l’associazione o con chi lavora».

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