Sicurezza
“Caro spesa”, aumenti del 7 per cento: i supermercati provano a ridurre i prezzi
La grande distribuzione ha tagliato i margini di guadagno per aiutare la clientela. Ma non potrà farlo ancora per molto
LUCCA. Caro spesa, i prodotti che solitamente mettiamo nel carrello sono aumentati in media del 7 per cento per effetto del caro energia e della guerra tra Russia e Ucraina. I gruppi della grande distribuzione cercano di non scaricare la totalità dei rincari sul consumatore finale ma non potranno arginare a lungo questa “tempesta perfetta”.
Chi va a fare la spesa se ne sarà già accorto: molti prodotti costano di più. Coldiretti Toscana ha stilato una black list dei rincari: in vetta ci sono gli oli di semi, soprattutto di girasole, che risentono del conflitto in Ucraina, uno dei principali produttori. Al secondo posto c’è la verdura fresca, con i prezzi in salita del 17,8 per cento, di poco davanti al burro (17,4 per cento). Rincari a doppia cifra anche per pasta (13 per cento), frutti di mare (10,8), farina (10), carne di pollo (8,4 ), frutta fresca (8,1), pesce fresco (7,6), gelati (6,2) e pane (5,8). La media è del 7 per cento da inizio anno.
Nelle maggiori catene si parla del mese di aprile come periodo di “pace” tra produttori e consumatori. Ma quello che avverrà da maggio in poi non è dato saperlo: «Dopo la prima “scossa” di aumenti chiesti dai nostri fornitori – spiega Roberto Toni, socio Conad Nord Ovest e responsabile dei punti vendita di Lucca, Altopascio e Gallicano – ad oggi non abbiamo altre richieste ma è chiaro che nel medio periodo la situazione si presenta difficoltosa. Uno dei problemi principali, è che le aziende fornitrici sono energivore. Penso ai panifici o a chi deve far viaggiare le merci su gomma. Tutti stanno aspettando gli aiuti statali per fronteggiare il caro bollette e non essere costretti a nuovi aumenti. Le aziende che producono carni stanno facendo i conti con i rincari dei mangimi per animali, ma anche il vino, l’olio e la conserviera rischiano di salire. Il motivo? In Europa ci sono solo tre grandi aziende che fanno bottiglie di vetro e due sono in Ucraina. L’altro grosso handicap è legato ai trasporti: oltre al caro benzina affrontiamo la carenza di camionisti. La vecchia generazione sta andando in pensione e non è stata sostituita. In questo quadro è arrivata anche la recrudescenza dell’aviaria che ha costretto ad abbattere interi allevamenti di pollame, provocando la scarsità del prodotto per almeno un paio di mesi. Sembra una tempesta perfetta e per fronteggiarla come Conad abbiamo fatto spending review, posticipando gli investimenti. Che significa? Se avevamo in programma di aprire cinque nuove strutture, punti vendita o magazzini, abbiamo portato in fondo i tre che erano più avanti e abbiamo sospeso gli altri, visti anche i costi dei materiali. I soldi risparmiati vengono usati per calmierare i prezzi che paga il consumatore finale. Certo, il nostro margine si assottiglia e non potremo andare avanti all’infinito, al massimo qualche mese. Poi le cose dovranno per forza cambiare».
Anche Coop ed Esselunga sono al lavoro per contenere il “caro spesa”. Unicoop Firenze (che a Lucca conta due punti vendita) ha prorogato fino al 30 aprile la campagna “difendiamo la vostra spesa quotidiana dai rincari”, promettendo di “proteggere” più di 600 prodotti. E nella lista degli articoli scontati del 40 per cento c’è il Grana padano, venduto a 8,70 euro al chilo, invece che 14,50 euro al chilo. Oppure la pasta all’uomo a 1,79 euro invece di 2,99. O il detersivo per lavastoviglie che costerebbe 14,90 euro, ma si trova a 7,45 euro.
Stesso discorso per i supermercati Esselunga, che a Lucca conta tre punti vendita: «Nei mesi scorsi – fanno sapere da Esselunga – abbiamo attuato un’operazione di revisione dei prezzi intervenendo su un paniere di oltre 1.500 articoli tra i più rappresentativi nel carrello della spesa dei nostri clienti. L’azienda ha scelto di fare un importante investimento rinunciando a una parte del proprio margine, nel rispetto della filiera produttiva e in particolare dei piccoli produttori italiani. Stiamo cercando di mantenere questo impegno anche oggi, nonostante la congiuntura sfavorevole a livello mondiale dovuta agli aumenti dei costi energetici e delle materie prime. Il peggioramento di tali problematiche sta portando ad ulteriori richieste di aumenti dei listini da parte dei fornitori. La preoccupazione è che se tutte queste tensioni si scaricassero al dettaglio, assisteremo a una brusca frenata dei consumi. Stiamo quindi lavorando con i nostri fornitori – concludono da Esselunga – per contrastare al meglio questa situazione, tenendo conto che quotidianamente cambiano le condizioni e quindi anche le decisioni su come reagire. Sul fronte degli approvvigionamenti non stiamo riscontrando anomalie e la merce arriva regolarmente sugli scaffali».
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