Il dolore
Falso immobiliarista processato per truffa ai danni di 13 persone
Raggira il proprietario del fondo di via dell’Angelo Custode, di quello di via del Brennero oltre a una decina di immigrati
LUCCA. Oltre a Gabriele Venturini, 40 anni di S. Anna, accusato di truffa attraverso la società Validoro, il gip Alessandro Trinci ha rinviato a giudizio davanti al giudice Gianluca Massaro (1 luglio 2002) altre tre persone accusate di violenza privata ai danni del proprietario di un immobile in via del Brennero a San Marco. Si tratta di Alexandra Brindusa Monteanu, 45 anni, originaria della Romania; Marco Andreotti, 40 anni, lucchese e Mohamed Elshazly Elayed, 51 anni, origini egiziane.
Quest’ultimo, per l’accusa, il 17 agosto 2020 minacciava il proprietario dell’immobile di via del Brennero 1378, che chiedeva la liberazione poiché aveva ottenuto la risoluzione consensuale del contratto di locazione stipulato con Venturini, di dar fuoco all’abitazione per costringerlo a lasciarlo all’interno. Munteanu e Andreotti invece sono sempre accusati di violenza privata nei confronti del padrone di casa che il 17 agosto 2020 avrebbero spintonato per costringerlo a lasciarli all’interno dell’immobile nonostante avesse ottenuto la risoluzione consensuale del contratto di locazione stipulato con Venturini. Tredici le persone offese nel procedimento penale tra cui Ulrico Guerrieri, 96 anni, e il figlio Marco Enrico Santi Guerrieri, 65 anni.
Venturini, per l’accusa, nell’estate del 2019 aveva contattato l’ultranovantenne invalido al 100% e proprietario del fondo sito in via dell’Angelo Custode 33, qualificandosi come titolare dell’agenzia immobiliare «Validoro Team srl» (in realtà rappresentata legalmente, sia pure fittiziamente, dalla madre Manuela Calloni, pure lei invalida) inducendolo a cedergli in locazione l’immobile con destinazione urbanistica a uso commerciale e magazzino e prospettandogli la possibilità di sublocarlo a cittadini extracomunitari.
Omettendo però di avvisarlo che avrebbe adibito la struttura a uso abitativo e ricettivo ed effettuando modifiche all’atto, dopo la firma di Guerrieri, per poi consegnare a titolo di caparra un assegno di 4mila euro nonostante fosse consapevole che si trattava di un effetto scoperto. Un modo per indurre l’anziano in errore facendosi consegnare le chiavi del fondo di via dell’Angelo Custode 33 per poi sublocare le tante stanze agli immigrati al prezzo di 200 euro a posto letto. Venturini è accusato sempre di truffa perché, approfittando delle condizioni di povertà e indigenza, ha offerto in sublocazione l’immobile privo di abitabilità e requisiti igienici e di sicurezza prescritti da leggi e regolamenti urbanistici con un unico bagno per 15 persone.
Ha indotto in errore sette stranieri e un italiano che vivevano lì e che hanno effettuato un pagamento di 150-200 euro mensili per poi essere costretti dai vigili a lasciare l’immobile in quanto inidoneo per uso abitativo.
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