Gli scatti di un discorso amoroso. Photolux tra amicizia, eros e tabù
A Lucca dal 21 maggio al 12 giugno la nuova edizione della Biennale Internazionale di Fotografia
LUCCA. È l'amore il tema di Photolux, il festival internazionale di fotografia che torna nella sua forma completa dopo la pandemia. L'appuntamento sarà dal 21 maggio al 12 giugno in vari luoghi del centro storico, che saranno sede di venti mostre oltreché di conferenze, workshop, letture portfolio e incontri con i protagonisti della fotografia mondiale. L'amore verrà rappresentato in tutte le sue declinazioni e sfumature, quelle che i greci esprimevano con ben otto termini, ormai quasi del tutto cancellati nei tempi moderni: “eros” era il desiderio passionale; “philia” l’amore tra amici; “storge” l’affetto verso i propri familiari; ”anteros” l’amore corrisposto; “himeros” il desiderio fisico; “pothos” la tensione verso ciò che desideriamo; “thélema” il piacere per ciò che si fa e “agape” l’amore incondizionato e universale.
“You can call it Love” – questo il titolo del festival – vuole quindi dare una rappresentazione stratificata e poliforme dell’amore nella convinzione che proprio nella molteplicità del linguaggio fotografico si riversino le infinite possibilità del “discorso amoroso” di cui parlava il grande semiologo Roland Barthes: un discorso frammentario, perché complesso, ma necessario e, nella sua inafferrabilità, onnipresente nella vita di ognuno di noi.
Nei labirinti dell'eros esplorati da Tinto Brass porterà una delle mostre più attese: “Brass mon amour” allestita a Villa Bottini, in via Elisa, con 120 fotografie e documenti inediti – sceneggiature, bozzetti di scenografie e costumi, polaroid dei provini, manifesti e lettere – provenienti dall'archivio privato del regista veneziano.
A Palazzo Ducale, invece, in primo piano uno dei generi più praticati dall'invenzione della fotografia. “Say cheese! Un nuovo ritratto di famiglia” – questo il titolo dell'esposizione – propone i lavori di autori famosi accanto a quelli di nomi emergenti che cercano di restituire la complessità di un termine utilizzato per esprimere un sistema di relazioni spesso indefinibili e di difficile rappresentazione. «Il ritratto di famiglia, inoltre – dice Enrico Stefanelli, storico direttore del festival quest'anno affiancato da tre colleghi –, è più di altri generi lo specchio dell'evoluzione del linguaggio fotografico, del modo in cui si esprime la nostra identità: in definitiva del modo in cui pensiamo noi stessi. Nello stesso palazzo, tra le altre, le mostre “Amelia & the Animals” dell'artista americana Robin Schwartz sul rapporto tra uomo e animali, e “Feste religiose in Sicilia” reportage realizzato quasi sessant'anni fa da Ferdinando Scianna e ancora tanto attuale nella rappresentazione del dolore che nasce dall'amore.
E nel mondo del porno entra delicatamente Stefano De Luigi con “Pornoland redux” che avrà come sede la casermetta San Pietro sulle Mura. «Un racconto – sottolinea Stefanelli – dove l'immagine pornografica è sempre evocata, ma mai esibita: lo sguardo dell'autore tende ad essere lirico tra una bellezza sublimata e una realtà squallida, e si sofferma spesso su ciò che non appare, che non ci si aspetta di vedere».
Il festival si avvale di numerose collaborazioni, tra cui quelle con la Fondazione Cassa di Risparmio e con il Comune che da sempre sostengono l'evento. Ad affiancare Stefanelli nella direzione sono Rica Cerbarano, Francesco Colombelli e Chiara Ruberti. Le mostre saranno aperte dalle 15 alle 19,30 dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 19,30 dal venerdì alla domenica.
Ingresso 20 euro per tutte; 10 singola sede. Tutte le info su www.photoluxfestival.it.
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