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LA SOLIDARIETÀ 

La Diocesi ospita 160 profughi: in 270 hanno offerto una casa

La Diocesi ospita 160 profughi: in 270 hanno offerto una casa

Successo per la raccolta di materiali di prima necessità: ecco quali bene sono ancora necessari

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LUCCA. Continua l’attività della Diocesi nei confronti di chi scappa dalla guerra in Ucraina. Sono 160 i profughi accolti a oggi in strutture diocesane o che privati hanno messo a disposizione della Diocesi (territorialmente così suddivisi: Versilia 58, Piana di Lucca 98, Valle del Serchio 4); lo sforzo ricade sulle spalle di persone di buona volontà cui la Diocesi rivolge un caloroso ringraziamento.

Ci sono 270 soggetti privati che hanno messo a disposizione, in via temporanea e gratuitamente, propri appartamenti e case per dare un tetto e un letto a piccoli nuclei familiari. Al momento è stato scelto di non attivare le coabitazioni con le famiglie ospitanti, proposte da alcuni dei 270, se non in casi particolari, in quanto c’è consapevolezza delle particolari necessità dei profughi come della possibilità che queste sistemazioni poi abbiano tempi lunghi; pertanto i 160 sono accolti quasi tutti in spazi autonomi o in strutture che comunque possono garantire la privacy delle singole famiglie.

Ci sono poi persone, davvero tante, che continuano a donare denaro tramite bonifico bancario a Banco BPM – Iban: IT41 O05034 13701 000000158569 (causale “Ucraina”) per le prime necessità, in particolare alimentari, dei profughi in arrivo. Infine ci sono persone che donano tempo, a volte ucraini che da anni vivono già sul nostro territorio, che si rendono disponibili per mediare e facilitare la comunicazione, per portare i profughi a visite mediche o servizi simili.

Questa accoglienza, questo sforzo che la Diocesi sta compiendo con forze proprie e di tanti privati abbisogna però sempre di essere alimentato e supplisce a carenze strutturali che nell’immediato possono verificarsi.

Tuttavia, va specificato, questi profughi accolti – in piena regola, anche con questa modalità provvisoria – restano in attesa di essere inseriti nei percorsi istituzionali di accoglienza, in modo che abbiano più certezze nell’immediato futuro. L’auspicio infatti, come dichiarato nei giorni scorsi a livello nazionale dalla Conferenza Episcopale Italiana, è che presto si arrivi ad un unico modello convenzionale per tutti i rifugiati che continuano ad approdare in Italia, privilegiando servizi di accoglienza personalizzati nei Comuni e mirando a percorsi burocratici più snelli e veloci. I numeri sempre crescenti dell’emergenza questo impongono, insieme a un aumento del sostegno economico governativo per affrontare la situazione.

L’appello lanciato la scorsa settimana per una raccolta di beni di prima necessità, dentro sacchi o scatole su cui scrivere sopra “Ucraina”, da portare nei Centri di Ascolto della Caritas ha avuto un notevolissimo riscontro di generosità.

Tanto che oggi la Caritas Diocesana ringrazia e chiede di limitare le donazioni solo a quanto segue: generi alimentari a lunga conservazione; assorbenti igienici femminili; pannolini neonato; prodotti per l’igiene personale; scarpe nuove adulto e bambino (soprattutto calzature femminili per adulto); pantofole nuove; biancheria intima nuova.

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