Sicurezza
Del Ghingaro a Lucca, le chance calano
Questione di tempi e normativa vigente: se si dimettesse oggi avrebbe quindici giorni per organizzare liste e programmi
LUCCA. Ogni giorno che passa porta con sé una probabilità in meno in meno che Giorgio Del Ghingaro lasci la poltrona di sindaco di Viareggio per venire a candidarsi come primo cittadino nella città murata.
Al di là delle tensioni che continuano a rendere difficile l’atmosfera politica nel comune sulla costa, dei mal di pancia fra Del Ghingaro e il Pd viareggino, ma anche al di là di quali e quanti lucchesi lo vorrebbero in corsa per raggiungere il posto più in alto di Palazzo Orsetti, a dettare le condizioni ci sono due fattori incontestabili: uno è il tempo, l’altro sono le normative vigenti in materia di dimissioni del sindaco, regolamentate dall’articolo 53 (comma 3, in questo caso) del Testo unico degli enti locali (Tuel).
«Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della Provincia diventano efficaci e irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del rispettivo consiglio, con contestuale nomina di un commissario»: così recita, appunto, il terzo comma dell’articolo 53 del Testo unico, nel punto in cui si prende in esame il venire meno dell’incarico per dimissioni decise dal sindaco stesso.
Se Del Ghingaro si dimettesse oggi, 25 marzo, avrebbe – irrevocabilmente, come recita il Testo unico – venti giorni da attendere prima di potersi considerare veramente libero da incarichi istituzionali che costituiscono un impedimento alla candidatura come sindaco in un altro Comune. Sono questi, infatti, i giorni che la legge contempla come periodo di ripensamento su una decisione di peso come le dimissioni di un sindaco. Se il ripensamento non arriva, dal ventunesimo giorno le dimissioni scattano. Guardando il calendario, se il 25 marzo le dimissioni venissero depositate, non potrebbero essere effettive prima del 15 aprile. Considerando che ad oggi la data più probabile per il primo turno delle amministrative sembra essere il 29 maggio, a Del Ghingaro rimarrebbero 15 giorni per organizzarsi, con liste e programmi. È vero che qualcuno, tra i sostenitori lucchesi – terzo polo in prima battuta, agguerrito ma poco rappresentativo numericamente – potrebbe star lavorando a questo compito, ma vero è che i tempi sarebbero davvero esigui. E la battaglia, ad oggi sarebbe impari, davanti all’unico sfidante vero, Francesco Raspini candidato di un centrosinistra allargato, che di liste ne ha cinque per trenta candidati ciascuna, tutti attivi sul territorio.
Del Ghingaro accetterebbe di lanciarsi in una sfida in questi termini, senza vittoria sicura? Nella giornata di ieri, le attese esternazioni del sindaco di Viareggio attraverso i suoi canali social non sono arrivate. Si attendevano uscite criptiche, allusive, come se ne sono viste nei giorni scorsi, invece i toni sono stati molto sobri. Al mattino si è fatto vedere a controllare i lavori della nuova pavimentazione sulla Terrazza della Repubblica, poi ha postato il programma della nuova edizione di Estate Leggerissima, rassegna di spettacoli a Viareggio. E a qualche viareggino che lo “rimproverava” di tradire la fiducia dei suoi elettori che lo hanno riconfermato al primo turno nemmeno due anni fa, ha risposto di non avere colpa se qualcuno mette in giro informazioni infondate.
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