La manifestazione
Piccoli doppiatori crescono. E rielaborano i classici Disney
Il progetto coinvolge i ragazzi dell’associazione “L’amore non conta i cromosomi”. È stato ideato dall’attore Alessandro Bertolucci che lo conduce con altri esperti
LUCCA. Un microfono professionale, oggetti di uso comune come una cannuccia e un barattolo di vetro con dell’acqua. E dei giovani che non vedono l'ora di provare, divertendosi, a creare suoni e a imparare una parte da vero doppiatore. Di cosa si tratta? Del progetto di doppiaggio promosso da “Doppio Sorriso” che i coinvolge giovani della onlus lucchese "L'amore non conta i cromosomi" grazie all'ausilio di professionisti del mondo sanitario e tecnico. Questo progetto viene illustrato nella Giornata mondiale della Sindrome di Down che cade oggi, 21 marzo. L'associazione ha l’obiettivo di abbattere i pregiudizi sulla sindrome di Down, usando anche i social e mostrando le immagini dei suoi ragazzi che svolgono attività quotidiane o mentre partecipano a eventi.
Tra un suono riprodotto durante i laboratori del lunedì e una frase da imparare, vengono ridoppiati "Re Leone", "Biancaneve" o altri classici dei cartoni animati. Scopo da un lato il divertimento e la socializzazione, dall'altro l'apprendimento delle emozioni e l’uso della voce. I giovani doppiatori si impegnano divertendosi. I ragazzi, spiegano dall’associazione, sono «Chiara Maria, Teresa, Riccardo, Sergio, Gaia, Francesco, Martin e ogni lunedì imparano, si divertono e si trasformano in piccoli doppiatori. Il risultato? Straordinario. Grazie anche alla guida speciale dell'attore Alessandro Bertolucci creatore del progetto "Doppio-sorriso", del tecnico informatico Gianluca Mazzarella, della psicologa Matilde Luchi, dell'educatrice Chiara Mannini e della logopedista Martina Giannini».
«È un'attività che piace molto ai ragazzi – dicono i promotori – e li aiuta a usare bene il linguaggio divertendosi con i cartoni animati. Il risultato è visibile sul sito www.doppiosorriso.it e sulla pagina Facebook de “L’amore non conta i cromosomi”. Un modo per imparare e aiutarli nel linguaggio, ma lo facciamo col gioco e stando insieme. Tutti i suoni dei video sono creati da loro, con un palloncino schiacciato su di un tavolo, soffiando dentro un barattolo pieno d'acqua o lanciando stecchi di legno dentro una cassa di plastica. I ragazzi imparano ad aspettare il momento giusto; così accresciamo il livello di attenzione e cerchiamo di stimolarli ad una migliore comunicazione verbale. Grazie al gioco. Un progetto che speriamo di portare avanti in futuro. Il risultato finale? Buona visione».
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