Il Tirreno

Lucca

AMARCORD A PORCARI 

Incontro a sorpresa allo stadio. Roffi e Briaschi 42 anni dopo

Luca Tronchetti
Roffi e Briaschi
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Roffi e Briaschi

I due ex calciatori compagni di squadra nel Cagliari in A nella stagione 1979-80 non si erano più rivisti dall’esperienza in Sardegna terminata con il settimo posto

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PORCARI. Operazione Amarcord allo stadio comunale di Porcari in occasione di una partita della Viareggio Cup tra Genoa-Spal. In una tribuna gremita e piena di osservatori, procuratori e addetti ai lavori ci sono due ex calciatori che, all’oscuro uno dell’altro, non si vedono da 42 anni. Per l’esattezza dall’estate 1980 al termine di una stagione in cui entrambi militavano in serie A nelle file del Cagliari. Uno di loro, Renato Roffi, 70 anni, vive a Lucca e dopo la pensione allena squadre del settore giovanile della Lucchesia. L’altro è Massimo Briaschi, 63 anni, nativo di Luco Vicentino e procuratore sportivo nella scuderia dell’ex portiere e compagno di squadra al Genoa, Silvano Martina, che gestisce gente come Lasagna e Maggio. Briaschi, che è stato un ex attaccante del Vicenza e anche della Juventus (71 presenze e 17 gol, dal 1984 e al 1987), venerdì pomeriggio si trovava allo stadio comunale di Porcari, con un amico, per visionare alcuni giovani della Primavera del Grifone. A un certo punto vede a pochi metri di distanza un signore alto e con i capelli bianchi (lui li ha perduti da tempo) che gli ricorda il vecchio difensore del Cagliari, Roffi. Per Briaschi, quell’esperienza, fu la prima lontano da Vicenza. Giocò soltanto sette partite (aveva 21 anni), ma legò con molti compagni e soprattutto con Roffi che, assieme a Brugnera e Lamagni, era il veterano della formazione isolana. «Lo squadravo da mezz’ora e mi dicevo: ma quello è proprio Roffi. – dice Briaschi – Avevo però timore di fare brutte figure. Ma alla fine mi sono fatto forza e mi sono avvicinato». Roffi inizialmente non era troppo convinto: «Per forza si avvicina questo signore, che non avevo riconosciuto perché sono passati oltre 40 anni e le persone cambiano, e mi fa “Mi scusi posso fare una fotografia assieme a lei che è una persona famosa?”. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: questo mi prende per i fondelli. E siccome sono abituato ad affrontare le situazioni di petto gli ho detto se era uno scherzo. Oltretutto avevo accanto il cronista Gino Mazzei, che è bravissimo ad organizzare le burle». Briaschi si mette a ridere, si toglie gli occhiali da soli e gli dice di guardare bene: «Non ricordi? Abbiamo giocato assieme nel Cagliari». E a Roffi si accende la lampadina: «Era proprio Briaschi. Non ci vedevamo dai tempi della Sardegna. É stata una grande sorpresa. Ci siamo commossi ricordando quel periodo. Lui era un ragazzino, ma si capiva che avrebbe fatto strada. Mi ha detto che, a fine carriera, per 27 anni è stato agente immobiliare e poi l’ex portiere Martina l’ha convinto a rientrare nel calcio come procuratore. Non sapeva che io, al termine del mio percorso in campo, avevo lavorato in banca. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e ci sentiremo ancora. Il mondo è davvero piccolo e il calcio riesce a darti ancora tanta emozione».

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