La protesta
Scontri tra tifosi, operato il tifoso ricoverato a Cisanello
La Digos chiarisce che si tratta di un supporter della Reggiana e non del Pisa colpito al volto nella maxi rissa
LUCCA. La Digos sta visionando le immagini delle telecamere situate lungo il percorso che ha portato la carovana di tifosi della Reggiana verso viale Giusti e soprattutto nella zona di via Cantore all’altezza di una ricevitoria e di un locale dove i mini van su cui si trovavano gli ultras della Reggiana, le «Teste Quadre», hanno arrestato la corsa e aprendo i bagagliai hanno afferrato le aste delle bandiere per scontrarsi con gli ultras della Lucchese pronti a riceverli. L’impressione è che nel giro di una decina di giorni altri teppisti verranno individuati e denunciati per rissa aggravata e, alcuni di loro, anche per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. E tutti gli ultras individuati saranno destinatari di Daspo, i provvedimenti amministrativi che vietano di accedere alle manifestazioni sportive. Una cosa è certa: procura e polizia vogliono fare piena luce su un episodio che ancora una volta vede coinvolte le frange del tifo più estremo che non rappresentano certo gli sportivi autentici di Reggio Emilia e di Lucca. E alla fine la questura, attraverso la Digos di Pisa, ha fatto piena luce sul tifoso ferito finito al pronto soccorso di Cisanello. Non era un supporter del Pisa, come gli inquirenti avevano paventato in un primo momento anche se non escludono la presenza di ultras nerazzurri in curva Est al Porta Elisa assieme a quelli della Reggiana, ma un capo ultras delle Teste Quadre della Reggiana. Un trentacinquenne con alcuni Daspo alle spalle che ieri pomeriggio è stato sottoposto a un intervento chirurgico maxillo facciale. Stando ai primi accertamenti della Digos durante la guerriglia urbana scatenata sulla circonvallazione il capo ultras reggiano sarebbe stato colpito in pieno volto da un oggetto (un tirapugni?) e si sarebbe fatto accompagnare inizialmente al pronto soccorso di Massa da lì, in considerazione della gravità delle ferite riportate, è stato trasferito al reparto maxillo facciale di Pisa per il necessario intervento chirurgico. Sulla mega rissa che ha coinvolto quasi un centinaio di tifosi ultras (60 rossoneri, 30 granata) occorre interrogarsi sulla gestione dell’ordine pubblico. Al di là del percorso a rischio, visto che in un locale in via Cantore spesso e volentieri dopo le partite si riuniscono gli ultras della Lucchese, che poteva essere modificato passando da via delle Tagliate occorre fare un’altra considerazione: se è vero, come è stato rivelato dagli inquirenti in conferenza stampa, che le aste e i bastoni utilizzati dalle «Teste Quadre» granata non c’erano al momento dei controlli di filtraggio per l’ingresso allo stadio perché non sono stati i portabagagli dei mini van su cui viaggiavano i tifosi violenti? E perché, una volta normalizzata la situazione, invece di essere accompagnati al casello non sono stati condotti in questura?
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