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Del Ghingaro, un sondaggio per decidere

Del Ghingaro, un sondaggio per decidere

Domande telefoniche ai lucchesi sul gradimento del sindaco di Viareggio: riserva da sciogliere entro la settimana

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LUCCA. Le telefonate sono arrivate nelle case di molti lucchesi negli ultimi giorni della scorsa settimana. Due – essenzialmente – le domande dell’intervistatore dall’altra parte della cornetta: il gradimento personale per Giorgio Del Ghingaro e quello percepito all’interno dell’elettorato per l’attuale sindaco di Viareggio ed ex primo cittadino di Capannori.

È il sondaggio che dovrà sciogliere il nodo che tiene legati i destini dei municipi di Lucca e Viareggio con le prospettive politiche di Del Ghingaro. Il committente della ricerca telefonica rimane segreto, ma non sembrano esserci dubbi sulla sua identità. E – d’altra parte – proprio la realizzazione di questa inchiesta statistica era stata annunciata durante un incontro tra l’entourage più stretto di Del Ghingaro e gli esponenti di alcune liste che lo reclamano a gran voce come candidato per Palazzo Orsetti o che comunque potrebbero essere disposte ad appoggiare la sua corsa.

I risultati del sondaggio saranno squadernati nei prossimi giorni. E andranno combinati con un appuntamento che stavolta non sarà segreto ma pubblico: la proclamazione della Capitale italiana della cultura per il 2024. Competizione nella quale Viareggio è inserita tra le 10 finaliste e che verrà conclusa con l’annuncio della vincitrice da parte del ministro Dario Franceschini mercoledì 16 marzo. Se la città di Burlamacco dovesse spuntarla sulla favorita Pesaro, sarebbe difficile pensare c un addio da parte di Del Ghingaro che porterebbe dritti al commissariamento (il quarto in dieci anni).

Ma saranno soprattutto i risultati del sondaggio a fornire la bussola delle decisioni di Del Ghingaro, che ha bisogno di quantificare l’appeal della sua candidatura fra gli elettori dei blocchi di centrosinistra e centrodestra. Difficile, infatti, pensare a una corsa poco più che simbolica facendo affidamento su chi finora si è detto disposto ad appoggiarlo: Italia Viva, Azione, Impegno civico di Celestino Marchini, Lista civile (che ha espresso la candidatura di Elvio Cecchetti), con l’incognita delle mosse di Mario Pardini e della sua Lucca 2032.

Del Ghingaro, insomma, ha bisogno di andare oltre i consensi che potrebbero portare queste sigle (e che non sarebbero sufficienti forse nemmeno per accedere al ballottaggio): deve capire se può sfondare nell’elettorato di un centrodestra ancora in cerca di candidato (dopo averne bruciati un bel numero) ma anche in quello di un centrosinistra che al momento si è raggruppato dietro la corsa (per ora) solitaria di Francesco Raspini ma che potrebbe vedere emergere i mal di pancia che nel fronte progressista non mancano mai, a ogni livello.

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