La protesta
Porcari, inseguimento dopo l'esplosione di un bancomat: un arresto dei carabinieri
Tre banditi tentano il colpo in una banca di Porcari per poi darsi alla fuga, dopo una corsa di 25 chilometri abbandonano la macchina
PORCARI. Nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 marzo i carabinieri della sezione radiomobile di Lucca hanno arrestato, in flagranza, un cittadino italiano di etnia sinti, di 39 anni, residente a Spresiano, in provincia di Treviso. L’uomo è accusato dei reati di tentato furto aggravato, detenzione di materie esplodenti, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.
Intorno alle 3 un cittadino segnalava alla centrale operativa del comando provinciale carabinieri di Lucca un assalto in corso al Bancomat della filiale Bpm di via Roma, a Porcari, a opera di tre malviventi con il capo travisato. Dopo circa cinque minuti i Militari di un’unità della sezione radiomobile di Lucca, che erano impegnati in un servizio specifico contro i furti nella zona, intercettavano una Jaguar Xf con i malviventi a bordo in via Romana Est, in località Turchetto. Ne è nato un inseguimento ad altissima velocità, andato avanti pèer circa 25 chilometri, attraverso il Comune di Altopascio e poi in località Galleno, nel Comune di Castelfranco di Sotto, fino a giungere in via Fornaci a Fucecchio.
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Qui i fuggitivi hanno abbandonato l’auto e sono fuggiti a piedi, in direzioni diverse, sempre braccati dai militari dell’arma che alla fine riuscivano a bloccarne poi arrestato.
Durante l’inseguimento, i fuggitivi tentavano di arrestare la corsa dei carabinieri utilizzando dei fumogeni e lanciando dei chiodi a quattro punte tipo “rampino”, alcuni dei quali colpivano il parabrezza della gazzella, danneggiandolo, mentre la compagnia carabinieri di Empoli predisponeva posti di controllo lungo l’itinerario e inviava unità di rinforzo, preoccupandosi, poi, delle ricerche dei due soggetti scappati.
La successiva perquisizione consentiva di sequestrare attrezzi vari da scasso e due dispositivi metallici, in gergo chiamati “marmotte”, che erano armati di esplosivo e che verosimilmente i malviventi volevano usare per aprire la cassa dello sportello automatico.
Sul posto sono intervenuti anche gli artificieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze, che mettevano in sicurezza gli ordigni. L'arrestato, dopo le formalità di rito, è stato portato al tribunale di Firenze per l’udienza nel corso della quale il giudice ha convalidato l’arresto, rinviando il processo al 12 maggio e disponendo la custodia cautelare in carcere.
Continuano le indagini per identificare i due complici.
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