Sicurezza
Arrivano a Lucca i profughi dall’Ucraina: andranno nei centri di accoglienza
I gestori già convenzionati con la prefettura pronti ad accogliere: in arrivo soprattutto madri con figli. Si guarda anche all’hotel Bernardino
LUCCA. Stanno arrivando e non troveranno porte chiuse. La macchina della solidarietà lucchese si è messa in moto con l’obiettivo di accogliere i profughi provenienti dall’Ucraina. Allo scoppio della guerra quattro milioni di persone hanno già lasciato il Paese, diretti verso altre nazioni. Tra queste l’Italia: lungo la Penisola nelle ultime ore si registrano i primi arrivi. Non a Lucca, dove comunque ci si prepara. A coordinare le operazioni è la prefettura. «Stiamo facendo una ricognizione con i gestori delle strutture già convenzionate per l’accoglienza straordinaria di richiedenti asilo (cosiddetti Cas)– spiegano dagli uffici territoriali del governo – per capire quanti sono i posti disponibili. Ci sono da fare alcuni spostamenti e al momento è difficile dare il numero dei posti disponibili o la quota in carico alla provincia».
La maggior parte di quelli che arriveranno saranno donne e bambini. Molti si stanno organizzando in maniera autonoma, attraverso il passaparola e i rapporti che hanno con connazionali ucraini già presenti sul territorio provinciale (circa 900). Nel caso i Cas non bastassero, la prefettura sta sondando in via preliminare la disponibilità di Comuni, Caritas e altri enti, mentre Regione e Protezione civile puntano sugli alberghi sanitari usati per l’emergenza Covid. A Lucca c’è il Bernardino, che ha una ventina di camere. Il meccanismo di distribuzione è semplice e già rodato: il governo stabilisce la quota di profughi di cui ogni Regione deve farsi carico, poi la prefettura del capoluogo suddivide questa quota per provincia. Infine, spetta agli uffici territoriali, ripartire questo numero sulle strutture disponibili. In prima battuta, come detto, si farà affidamento sui Cas, i centri di accoglienza straordinaria già utilizzati tra il 2017 e il 2018 per fronteggiare gli arrivi in massa di richiedenti asilo dall’Africa. La quota spettante a Lucca era di 1.450 esuli, divisi su 110 strutture. Non essendoci più flussi così elevati, negli ultimi anni il numero delle strutture di accoglienza è diminuito: oggi i gestori convenzionati con la prefettura sono dieci in tuttta la provincia.
Tra questi la Misericordia di Lucca. «Metteremo a disposizione un appartamento per 10-11 persone appena ristrutturato, qui nel centro di Lucca – spiega il direttore Sergio Mura –. Stiamo organizzando una raccolta di beni e aiuti da inviare in Ucraina, ma la situazione è complicata e va fatta nel modo giusto per evitare che il materiale finisca nelle mani sbagliate». Anche la cooperativa la Salute è convenzionata: «Non abbiamo avuto notizie dalla prefettura – spiega il presidente Enrico Simonetti –, ma ci stiamo organizzando e siamo in grado di mettere a disposizione dei profughi ucraini un appartamento per 4-5 persone a Lucca».
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