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cronaca

Non vuole pagare agli animalisti le cure e l'alloggio per il cane smarrito: condannato

Il meticcio era stato trovato a vagare nell’Ipercoop di Massa e Cozzile Il padrone, di Villa Collemandina, ha citato in giudizio un’associazione che si era occupata del cane


25 febbraio 2022


VILLA COLLEMANDINA. Il suo cane, ritrovato nel parcheggio di un centro commerciale, era stato curato e accudito da un’associazione di volontariato. Ma quando il padrone se lo è ripreso non ha sentito ragione: lui, di pagare le spese sostenute dall’associazione, non ne voleva proprio sentire parlare. Così la vicenda è finita nelle aule di tribunale e per due volte (in primo e in secondo grado) l’uomo, residente a Villa Collemandina, è stato condannato a rifondere le spese all’assocaizione Amici degli animali, con sede a Montecatini Terme.

La vicenda inizia il 10 settembre 2017, quando il cane viene recuperato, in precarie condizioni di salute, nel parcheggio dell’Ipercoop di Massa e Cozzile, a seguito della segnalazione di alcuni clienti della struttura. L’animale viene portato a un veterinario di Lamporecchio per una serie di esami e, il giorno successivo, entra nel canile Hermada, dove rimane per 15 giorni e dove viene dotato di microchip e del nome di Tobia. Nei giorni successivi Tobia viene di nuovo ricoverato dal veterinario, perché le sue condizioni non migliorano. fino alla decisione, il 30 settembre, di procedere a un’operazione chirurgica.

È solo in questa occasione che viene individuato un tatuaggio identificativo, il cui codice tuttavia non risulta registrato nell’anagrafe canina di Pistoia. Dopo una serie di ricerche, risulta che il cane era stato registrato a opera di un uomo di Villa Collemandina, che viene rintracciato dai carabinieri soltanto dopo qualche giorno.

Intanto Tobia esce dal veterinario e viene affidato per la convalescenza a un privato, con spese pagate dall’associazione. Il legittimo proprietario in un primo luogo decide di lasciare l’animale al canile; successivamente si presenta di persona per avere la restituzione del cane, che avviene il 30 novembre.

È a questo punto che il padrone comunicaa di non voler pagare le spese: 486 euro per il soggiorno nel canile, 1.058 euro di spese sanitarie, 298 euro per il recupero stragiudiziale del cresito. In totale, 1.842 euro. Da parte sua, davanti al giudice, l’uomo ha contestato che il cane, molto anziano, fosse arrivato da solo a Montecatini in una sola notte e ha anche sostenuto che il tatuaggio fosse ben visibile, oltre a dire di aver denunciato la scomparsa del cane.

Il giudice di pace di Pistoia, tuttavia, anche sulla base delle testimonianze, ha ritenuto che il tatuaggio fosse in realtà nascosto e che quindi l’associazione si sia tenuta a quanto previsto dalla legge. Per questo il padrone è stato condannato a rifondere i 1.842 euro, sentenza confermata anche in secondo grado.
 

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