Sicurezza
Sistema ambiente: «Estranei all’inchiesta sui rifiuti»
I vertici dell’azienda: «Mai fatte procedure per acquistare i mezzi in questione». E per gli avvisi di garanzia ricevuti dai vertici si tratta di «atti dovuti»
LUCCA. Sistema ambiente rivendica la propria estraneità nell’inchiesta portata avanti dalla procura di Lucca su presunti affidamenti irregolari che hanno riguardato alcune aziende di rifiuti della Toscana nord-occidentale.
«In merito all’inchiesta della procura della Repubblica riferita alle procedure, e alle presunte pressioni su aziende di rifiuti, per l’acquisto di spazzatrici elettriche – si legge in una nota della società –, Sistema ambiente precisa che non ha mai acquistato questi mezzi né ha avviato o pubblicato gare o procedure per prendere in considerazione l’acquisto o il noleggio delle spazzatrici elettriche in questione. In sostanza, l’azienda lucchese, e con essa i suoi vertici, Matteo Romani, Caterina Susini e Giuseppe Caronna, non ha mai neppure pensato di procedere in tal senso. Una situazione riscontrabile nei fatti.».
Romani (presidente), Susini (direttrice) e Caronna (amministratore delegato) sono stati iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Enrico Corucci.
«Gli avvisi di garanzia si prefigurano quindi – continua la nota di Sistema ambiente – come atti dovuti nell’inchiesta che non coinvolge direttamente né Lucca né Sistema ambiente. L’azienda lucchese attende gli sviluppi dell’inchiesta, restando a disposizione degli organi giudiziari».
L’inchiesta della procura di Lucca ha toccato, come detto, anche altre aziende: la massese Asmiu, la pietrasantina Ersu e la viareggina Sea. Nei primi due casi – a differenza di quanto avvenuto per Sisteama ambiente – non sono stati indagati soltanto i vertici societari, ma anche dipendenti e collaboratori che hanno fatto parte, in passato, di commissioni di gara per gli appalti di fornitura di mezzi specializzati.
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