Il Tirreno

Lucca

Il caso San Ginese in consiglio comunale. Appello a salvare azienda e occupazione

Gruppo di lavoratori dello stabilimento San Ginese di Capannori
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Gruppo di lavoratori dello stabilimento San Ginese di Capannori

Approvata all’unanimità una mozione per chiedere ad Arborea un piano industriale per rilanciare lo stabilimento

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CAPANNORI. Sospendere da parte di Arborea 3A la procedura di licenziamento e mantenere il sito produttivo di San Ginese e quindi un marchio storico del territorio: è la richiesta del consiglio comunale, riunitosi in seduta straordinaria proprio per la vicenda del latte San Ginese, e contenuta in una mozione presentata da tutti i gruppi consiliari, illustrata dal capogruppo Pd Guido Angelini, e approvata all’unanimità. Alla seduta sono interventi il sindaco Luca Menesini, il consigliere per lavoro del presidente Giani Valerio Fabiani, la rappresentante dei lavoratori della San Ginese Marina Biasuzzi, Massimiliano Gori segretario generale Fai-Cisl Toscana, Mirko Lami segretario Cgil Toscana, Andrea Elmi presidente provinciale Coldiretti e Alberto Focacci direttore della Cia Agricoltori Italiani Toscana Nord.

«L’apertura dell’azienda alla cassa integrazione è un primo passo da guardare con favore, ma il percorso da fare è ancora lungo – ha detto Menesini – il nostro obiettivo è la salvaguardia dei posti di lavoro e il mantenimento del sito produttivo di San Ginese e del marchio storico di questa azienda sul territorio, lavorando anche per il rilancio, non solo a livello locale ma anche regionale, della filiera del latte e di tutto il settore. Ritengo che da una crisi possa nascere un’opportunità».

«La situazione è delicata ma finalmente, a differenza della fase iniziale, ci sono ora le basi per un confronto vero e per un percorso da fare insieme – ha dichiarato Valerio Fabiani – l’apertura dell’azienda a valutare la cassa integrazione per i lavoratori superando i licenziamenti è appunto un primo importante segnale che va in questa direzione. Naturalmente questo non è sufficiente. Noi lavoriamo per la reindustrializzazione del sito e per la continuità produttiva. Per questo vogliamo giungere a un accordo che oltre agli ammortizzatori sociali preveda azioni, strumenti e risorse per dare al sito una nuova vita industriale e ai dipendenti un posto di lavoro stabile».

Dopo il dibattito l’assemblea consiliare (durante la quale Salvadore Bartolomei, capogruppo della Lega, a nome dei gruppi di opposizione ha evidenziato l’importanza del confronto in consiglio), ha approvato all’unanimità una mozione con si impegna il sindaco e la giunta a chiedere ad Arborea la sospensione della procedura di licenziamento collettivo, di mantenere attivo il sito produttivo di San Ginese e di mettere in atto un piano industriale che ne preveda il rilancio, con specifici investimenti capaci di valorizzare il marchio.

Tutto questo «considerando che Arborea – si legge nella mozione – promuovendosi col latte di qualità 100% italiano ha avuto un trend di crescita sui mercati, anche verso l’export, mantenendo una consistente posizione di forza sui mercati interni, dimostrato dall’andamento crescente dei fatturati (dai 161 milioni di euro del 2017 ai 184 nel 2018, fino ai 193 milioni di euro di fatturato nel 2020 )».

Il consiglio ha chiesto poi a sindaco e giunta di verificare al tavolo istituzionale se ci siano possibili alternative e interessi al sito produttivo e al marchio San Ginese nell’ambito delle aziende del settore, ricercando anche opportunità di finanziamento pubblico e di continuare a presidiare il tavolo istituzionale per seguire da vicino l’evolversi della crisi e per la salvaguardia dei 26 posti di lavoro.

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