Toscana
San Concordio, la pista è ripristinata ma per i negozi gli affari latitano ancora
Viaggio fra i commercianti del quartiere a nove mesi dal crollo del percorso ciclopedonale: «La strada è in salita, anche a seguito del Covid». Proteste per il semaforo a senso alterno
LUCCA. La pista ciclopedonale è stata recentemente ripristinata, ma i disagi nel quartiere di San Concordio sono ancora tanti, mentre diverse attività hanno abbassato le saracinesche, contribuendo a impoverire una delle zone della periferia di Lucca finora più proficue dal punto di vista commerciale. Arrabbiati e delusi per una situazione che sembra essersi incancrenita col passare del tempo, ma non rassegnati a un destino che appare sempre più incerto, gli esercenti non vogliono arrendersi.
Sono trascorsi nove mesi (era l’11 maggio 2021) dal cedimento di una porzione della pista ciclopedonale che percorre il lato sinistro del viale San Concordio e ancora si attende la fine dei lavori che sembra non essere così imminente, perché nel frattempo in prossimità della chiesa sono intervenuti altri problemi di natura strutturale che hanno suggerito ai tecnici un’ulteriore revisione del progetto.
«Una storia triste della quale ancora non è possibile scrivere la parola fine e che continua a procurare danni ingenti a noi commercianti che dovremo attendere chissà quanto per poter tornare a lavorare ai ritmi di prima. Il ripristino della pista ciclabile ha contribuito a una leggera ripresa, ma la strada è ancora tutta in salita». Parole di Stefania Cutrì, titolare de L’Edicolandia che denuncia un netto calo di lavoro «aggravato – aggiunge – dal proseguire dell’emergenza Covid, ma anche dal semaforo a senso alternato in prossimità del cantiere ancora aperto che, soprattutto nelle ore di punta, causa file interminabili di auto, scoraggiando la clientela che si rivolge altrove per gli acquisti».
C’è ancora molto da fare, secondo Roberto Paciaroni del negozio di sigarette elettroniche Smokin che denuncia un’eccessiva lentezza nei lavori: «Si poteva fare più in fretta e sollevare residenti e commercianti da un disagio che sta danneggiando l’intero quartiere. La mia lunga esperienza nel campo dell’edilizia conferma che si poteva agire molto più celermente e operare in contemporanea su più punti. A quest’ora tutto sarebbe risolto, compreso il riposizionamento dei lampioni tolti per consentire lo svolgimento dei lavori e che tuttora costringono al buio parte della strada».
Dello stesso parere Alessandro Farnesi, titolare de Lo Spaccavino a Sant’Anna e cliente assiduo del negozio di Paciaroni, il quale lamenta il traffico eccessivo e troppe strade a senso unico per arrivare sul viale San Concordio «dove – afferma – è un miracolo trovare parcheggio. L’amministrazione comunale dovrebbe essere più presente e cercare di risolvere problemi, anziché alimentarli con chiusure di strade e passaggi a livello che concentrano il flusso automobilistico in zone già troppo congestionate».
Deluso e preoccupato Gennaro Amone del Planet Café che da mesi lamenta grosse difficoltà per lavorare. Prima a causa della crisi dovuta all’emergenza sanitaria e alle continue restrizioni, poi per i lavori alla pista ciclopedonale che a breve interesseranno anche l’area davanti alla sua attività «per chissà quanto tempo – commenta – visto che, oltre alla pavimentazione, si dovrà intervenire anche nei punti transennati vicino alla chiesa che stavano cedendo. Speriamo sia la volta buona e si faccia in fretta, altrimenti c’è il rischio che la gente prenda altre abitudini e abbandoni le nostre attività». Amareggiati Manuela Cioletti e Daniele Barbacci, soci del negozio Personalizzando.com . «C’è stato un brusco calo di lavoro – affermano – dovuto al Covid e al cedimento della pista, ma anche alla chiusura di alcune attività della zona come la pasticceria La Soave che ci ha dato il colpo di grazia. Se non potessimo contare sui grossisti saremmo rovinati, perché il passaggio di persone si è ridotto drasticamente anche per la scarsità di parcheggi». Recuperare fondi vuoti e affittarli a costi contenuti per incentivare l’apertura di nuove attività. Questa, secondo Cristina Degl’Innocenti, contitolare col marito Aladino Guidugli dell’omonima tappezzeria vicina all’ingresso del sottopasso, la ricetta per rilanciare il commercio della zona «che – commentano – dovrà sopportare ancora chissà quali disagi per tornare a lavorare serenamente. Per fortuna noi non ne abbiamo risentito troppo perché lavoriamo su ordinazione, ma resta la delusione nel constatare l’abbandono di questo quartiere».
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