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Elezioni: SìAmo Lucca ci sarà, Remo Santini forse

Michele Masotti
Santini, Betti e Di Vito
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Santini, Betti e Di Vito

La lista conferma la sua presenza e stila il programma. L’ex candidato: «Non siamo ossessionati dai nomi»

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lucca. «SìAmo Lucca c'è stata, c'è e ci sarà». È il monito lanciato dall’omonima lista, rappresentata dai consiglieri di opposizione Remo Santini e Alessandro Di Vito e dal segretario politico Roberta Betti, che ha annunciato l’intenzione di correre alle prossime elezioni amministrative. Con quale ruolo, se all’interno della coalizione di centrodestra o da soli, non è ancora dato sapere visto che SìAmo Lucca ha voluto focalizzare l’attenzione sul programma, a loro avviso il grande assente di questa fase politica del campo antagonista al centrosinistra. In merito a una sua nuova candidatura a sindaco, il totonomi nel centrodestra sta ancora impazzando, Santini non ha dato risposte nette, ritenendola una scelta che non competa alla sua formazione. «La candidatura del sottoscritto non è un punto focale per Siamo Lucca – ha dichiarato il candidato a sindaco del centrodestra nel 2017 –. Sono dell’idea che non esistano degli uomini buoni per tutte le stagioni. Se arrivasse una proposta in tale direzione ci rifletterò ma non credo che questa sia la priorità. Certamente vorrei che fosse riconosciuto il mio ruolo e quello di SìAmo Lucca per la costanza e l’impegno messi nel corso di questi cinque anni, anche se non ritengo che questo apprezzamento debba manifestarsi per forza attraverso una candidatura a primo cittadino. Onestamente credo che questa ossessione nell’indicare tanti nomi abbia fatto perdere la bussola a qualcuno; a noi interessano i progetti per far ripartire Lucca dopo dieci anni di amministrazione targata Pd».

Tranchant il commento sull’operato della giunta uscente che, secondo i tre esponenti di SìAmo Lucca, si sarebbe contraddistinta per un certo immobilismo. «Siamo reduci da un decennio in cui il centrosinistra ha palesato apatia su temi importanti e il blocco di grandi progetti – è l’opinione di Santini–. Raspini, inoltre, rappresenta la continuità con Tambellini. Al di là di chi sarà il candidato, è arrivato il momento di dare ai cittadini un’alternativa per rilanciare Lucca. Dal canto nostro, di questi cinque anni all’opposizione possiamo tracciare un bilancio straordinario dato che non siamo un partito strutturato, senza filtri ideologici né tessere di partiti. Per essere ancora più vicini ai cittadini, che ringraziamo per il supporto dato, abbiamo lanciato anche il sito www.siamolucca.com».

I quattro punti principali del programma si basano sulle mura cittadine, in particolare basandosi sul peso simbolico di quattro importanti porte che creano uno sbocco dal centro storico verso altrettanti realtà territoriali. «Porta San Pietro come collegamento verso Pisa e Livorno, rispettivamente location di aeroporto e porto, infrastrutture da sfruttare meglio per la crescita della nostra città – ha elencato Remo Santini –. Porta Sant’Anna come connessione turistica alla Versilia, fin qui fallimentare. Porta Elisa che proietta la città verso Firenze e la rete ferroviaria, per riallacciare il rapporto con una città che considera Lucca come una Cenerentola. Infine Porta Santa Maria, che ci porta verso le colline, quelle frazioni spesso dimenticate e la Valle del Serchio, altra zona strategica con la quale bisogna fare sistema».

Per quanto riguarda le proposte legate allo sviluppo del centro storico, Remo Santini si gioca due assi di un certo richiamo: la costruzione di un museo permanente all’interno sulle mura urbane e la realizzazione di un parcheggio, dedicato principalmente ai residenti, all’interno dell’ex manifattura.

Una mossa strategica, secondo gli esponenti di Siamo Lucca, per aumentare l’appeal del centro storico. L’aumento di bilancio a tre milioni annui per la manutenzione delle strade, la creazione di un piano fuori terra con strutture metalliche nei due park esterni principali, Palatucci e Carducci, per poi collegarli al centro storico con delle navette e la candidatura delle mura come patrimonio Unesco rappresentano le altre proposte messe sul piatto.

In campo sanitario, come spiegato dal consigliere Alessandro Di Vito, l’idea principale sarebbe quella di realizzare una cittadella della salute al Campo di Marte.

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