Il Tirreno

Lucca

verso le AMMINISTRATIVE 

Il terzo polo corteggia ancora Del Ghingaro

Barbara Antoni
Il terzo polo corteggia ancora Del Ghingaro

Il sindaco di Viareggio continua a essere enigmatico circa le sue intenzioni di scendere in campo nel capoluogo

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LUCCA. Continua a tenere la scena politica lucchese col fiato sospeso Giorgio Del Ghingaro, oggi sindaco di Viareggio e già sindaco di Capannori, con gli occhi puntati però su Lucca: un’ambizione che non ha mai nascosto, la cui eco spesso alimenta dai suoi profili social. L’ultima “provocazione” è racchiusa in un post con una foto di Lucca vista dai viali e le seguenti parole: «Pazienza. È una strana parola. Puoi dirla quando aspetti e quando scegli di non aspettare più». Scenderà in campo oppure no? A guardarlo con molto interesse sono in più schieramenti: di sicuro, dichiaratamente, il cosiddetto “terzo polo civico riformista” con Italia Viva e Azione come uniche rappresentanze politiche, ma anche una parte del centrodestra comincia a individuarlo come la soluzione vincente contro il centrosinistra dove il Pd, con Francesco Raspini, è la forza prevalente.

«Il polo civico riformista – spiega Alberto Baccini, coordinatore provinciale di Italia Viva – punterebbe su una candidatura prestigiosa come quella di Del Ghingaro anche in considerazione di un centrodestra inesistente: in questo scenario, il polo riformista diventa l’unica alternativa al Pd. Perché il centrodestra, sostanzialmente, non esiste a Lucca, è diviso, e qualsiasi fosse il suo candidato a questo punto sarebbe perdente. Non è che io ne soffra, intendiamoci: non sono di centrodestra e la nostra ambizione è costruire un polo civico, serio e riformista».

«Il centrosinistra – sottolinea Baccini – è solo un monocolore Pd: le primarie del centrosinistra sono state in realtà le primarie del Partito Democratico. Ma se da una parte c’è il Pd, dall’altra c’è il nulla. Ecco che il polo riformista può avere una validità e con una candidatura autorevole di un amministratore che ha avuto i risultati di Del Ghingaro avrebbe la possibilità di andare al ballottaggio e vincere», sono le considerazioni di Baccini, che invece esclude possibili orientamenti della sua parte su Mario Pardini, il fondatore di Lucca 2032 che ha deciso di scendere in campo. «Eravamo disposti a collaborare con Pardini – spiega Baccini – se avesse avuto un progetto solo civico. Ma dato che ha deciso di guardare al centrodestra, noi lo rispettiamo ma guardiamo altrove».

In particolare poi Baccini vuole veicolare un messaggio, a suo avviso basilare. «Vorrei far capire – aggiunge infatti – quali sono le differenze tra il polo civico riformista e gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra. Queste due coalizioni hanno una collocazione solo politica o partitica, i progetti per la città sono secondari nei piani di entrambe. Nel caso nostro è l’esatto contrario. Dal punto di vista numerico, nel nostro polo la rappresentanza politica ha un valore minimo: il nostro progetto è soprattutto civico, finalizzato a trovare soluzioni per i problemi della città. Quindi i cittadini alle amministrative potranno scegliere se votare coalizioni politiche o la nostra, che invece propone programmi».

Intanto i tempi stringono: e questo è inequivocabile, stringono per il centrodestra e per il polo civico riformista, e anche per la decisione di Del Ghingaro.

«Credo che entro il mese di febbraio arriveremo a una decisione finale sulla candidatura – chiude Baccini –. Votando a giugno, non sono larghi i tempi per la campagna elettorale. Anche la politica deve ripartire dopo il Covid».

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