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Assi, dialogo tra Anas e Rfi per risolvere i punti più critici

Luca Cinotti
Assi, dialogo tra Anas e Rfi per risolvere i punti più critici

Le società coinvolte per i tracciati nel Capannorese. Entrambe stanno lavorando agli elaborati definitivi

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CAPANNORI. Due progetti che finora sono andati ognuno per loro conto, nonostante siano destinati a cambiare (una volta realizzati) il volto della Piana: quello degli Assi viari e quello del raddoppio della ferrovia per Firenze nel tratto da Lucca a Pescia, con una serie di opere collaterali (nuove strade e sottopassi). Finora, dicevamo. Perché è rpobabile che nel prossimo futuro le due pianificazioni comincino a dialogare.

L’obiettivo è risolvere le criticità che soprattutto il Comune di Capannori ha riscontrato nel cosiddetto “primo stralcio” degli Assi viari: fra queste la decisione di Anas di trasformare via Domenico Chelini nel collegamento Ovest-est dalla rotoria di Antraccoli al casello del Frizzone. Scelta vista come il fumo negli occhi dal sindaco Luca Menesini secondo il quale (correva l’anno 2016) così si sarebbe «tagliato a metà il territorio, rovinando la vita ai centri abitati di Capannori, Tassignano, Paganico e Santa Margherita».

Ora un possibile modo per affrontare il problema starebbe appunto nel “dialogo” fra i due progetti in preparazione, quello di Anas per gli Assi e quello di Rfi per il raddoppio.

A seguire la vicenda è l’assessore regionale alle infrastruttura Stefano Baccelli, che tutta questa partita ha cominciato ad affrontarla nei suoi due mandati alla guida della Provincia di Lucca.

È proprio Baccelli a fare il punto della situazione: «Per gli Assi viari, siamo formalmente ancora alla delibera di giunta regionale del maggio 2019, che dava parere positivo al primo stralcio (che , lo ricordo, è interamente finanziato) con la necessità di approfondire le indicazioni e le osservazioni arrivate dagli enti territoriali: i Comuni di Lucca e Capannori e la Provincia». Dal punto di vista sostanziale, Anas sta procedendo alla redazione del progetto definitivo, inviando anche “sul campo” alcuni tecnici incaricati di sopralluoghi che hanno destato più di un’allarme nella fetta di popolazione contraria all’opera.

Dall’altra parte c’è il caso di Rfi e del raddoppio ferroviario. Avviati da tempo i lavori da Pistoia a Montecatini e stralciato il tratto della cittadina termale (non si riesce a trovare una soluzione che metta d’accordo tutti), rimane da affrontare il pezzo da Pescia a Lucca.

In questo caso Rfi ha rimesso mano al definitivo dopo alcune osservazioni piuttosto importanti arrivate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Dunque, i due iter si trovano allo stesso punto di avanzamento. E questo, come detto, potrebbe favorire un “dialogo” per rispondere alle richieste degli enti locali e dei cittadini.

Dialogo che però non può essere soltanto tra progetti, ma che deve diventare anche tra persone in carne ossa.

Per questo l’assessore Baccelli spiega di essere al lavoro per «ottenere la disponibilità di Anas a un confronto con i Comuni. Penso a un gruppo tecnico interforze che possa lavorare su un progetto che tenga in considerazione i punti che sono stati sollevati dal territorio».


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