Sicurezza
Jonathan Brandani direttore artistico del Teatro del Giglio
Lucchese di nascita, 39enne, ha un curriculum prestigioso e un’importante attività che si sviluppa soprattutto all’estero
LUCCA. Sarà il direttore d’orchestra Jonathan Brandani il nuovo direttore artistico del Teatro del Giglio, che succederà ad Aldo Tarabella, andato in pensione. Brandani, un lucchese nel mondo sotto il segno della musica, sarà presentato alla commissione cultura martedì prossimo, anche se potrà collegarsi soltanto in videoconferenza, visto che per motivi di lavoro si trova in Canada.
Classe 1983, diplomato al liceo Vallisneri, Brandani ha un cursus honorum di stampo internazionale, a cominciare dalla sua formazione. Si è laureato in direzione d’orchestra con il massimo dei voti e lode presso l’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna e ha conseguito un Master in musica in direzione d’orchestra presso l’Università di Yale. Dopo la laurea in pianoforte, ha studiato composizione, clavicembalo e pratica per esibizione storicamente informata presso l’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna e Musicologia all’Università di Pavia.
L’incarico di Brandani sarà di tre anni e non contemplerà – come era stato paventato qualche mese fa – la direzione generale del Giglio, che invece resterà in mano al dirigente comunale Antonio Marino. Il perché lo spiega l’assessore alla cultura Stefano Ragghianti: «Innanzitutto il fatto che il direttore generale sia anche dirigente alla cultura è un vantaggio in termini di velocità di decisione e anche in vista del 2024, anno del centenario pucciniano. Poi Marino ha lavorato bene e da fine dicembre si è anche “sgravato” della responsabilità dell’istruzione. Infine, così non graviamo sul bilancio del Giglio».
Il mandato che avrà Brandani sarà di procedere lungo la strada tracciata da Tarabella («che – dice Ragghianti – ha gestito il Giglio in un periodo molto diffile») ma anche di fare un salto importante, per l’appunto in vista degli appuntamenti che saranno in programma per il 2024.
E se questo vale soprattutto sul versante della lirica, Ragghianti ricorda che comunque «il Giglio è l’unico teatro di Lucca e per questo è un teatro generalista: la lirica è importante, ma grande spazio e interesse rivestono anche prosa e danza. Senza dimenticare l’utilizzo da parte di altre realtà».
Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il Giglio è riuscito a chiudere il 2020 con un avanzo, nonostante la pandemia: decisivo l’utilizzo della cassa integrazione e altri sostegni messi a punto dal governo. «Stiamo riassorbendo – conclude Ragghianti – la perdita dell’esercizio 2018».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
