Il dolore
Ex Paper group, ci sarà una verifica sui licenziamenti
Per i sindacati 15 sono eccessivi Il numero si potrebbe ridurre ed essere concentrato nel settore degli impiegati Il caso dell’ampliamento
CAPANNORI. Venti giorni di tempo per riverdersi intorno a un tavolo e capire, dati alla mano, quanti dei 15 licenziamenti voluti dalla Tolentino (l’azienda che ha rilevato l’ex Paper group) sono effettivamente necessari dopo la riorganizzazione dell’azienda. È il risultato dell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio tra l’azienda, rappresentata da Pierugo Gambiera e dall’avvocato Mario Andreucci e i sindacati (Simone Tesi per la Cgil, Fabio Guerri per la Cisl e Massimiliano Bindocci per la Uil, oltre alla rappresentanze aziendali).
Secondo le organizzazioni dei lavoratori i numeri non tornano. In particolare non torna il livello della produzione che l’aziende sostiene di dover tenere dopo la chiusura dello stabilimento di Coselli e lo spostamento delle macchine a Carraia: «Per questo – spiega Tesi – abbiamo iniziato la discussione con la richiesta di fare un’analisi sul livello della produzione. Anche perché vogliamo garanzie sul mantenimento dell’occupazione per i prossimi anni».
Il pericolo da evitare, secondo i sindacati, è infatti che questi esuberi annunciati non siano in vista di una riorganizzazione e di un rilancio, ma siano soltanto la prima stazione di una via crucis fatta di tagli e licenziamenti.
Secondo i lavoratori, gli esuberi sono spropositati e calcolati sulla base di un algoritmo che porterebbe in realtà a 5-6 licenziamenti, concentrati nella parte impiegatizia dell’azienda.
Le parti si rivedranno a fine febbraio e in quella sede si ragionerà su numeri e dati che l’azienda porterà. Di sicuro, per gli esuberi che fossero confermati il sindacato chiederà ogni tipo possibile di “scivolo” al prepensionamento e l’utilizza degli ammortizzatori sociali per rendere il tutto meno traumatico. A proposito di ammortizzatori sociali, l’azienda ha annunciato che ricorrerà a una cassa integrazione per calo di produzione nella cartiera che possede a San Gennaro.
I sindacati hanno anche chiesto un’interlocuzione con gli enti locali – a partire dal Comune – su una questoione specifica: i presunti ostacoli per l’ampliamento del sito produttivo di Carraia. Ostacoli che – secondo quanto riferito dal rappresentante della società – sarebbero legati agli strumenti urbanistici del Comune che avrebbero fermato da tempo un progetto già messo a punto e presentato negli uffici di piazza Aldo Moro.
«C’è un approcio da parte dell’azienda che deve migliorare – commenta Massimiliano Bindocci – non possono dirci le cose all’ultimo. Può esseci uno spiraglio, ma resta sconcertante il fatto che ci si ritiri dalle posizioni acquisite: quando accade di solito non è per fare un salto in avanti, visto che difficilmente si recupera il terreno perduto».
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