Il Tirreno

Lucca

LA CRISI/2 

Caso San Ginese, convocato il tavolo in Regione per il 10 febbraio

La sede della San Ginese
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La sede della San Ginese

Invitati sindacati, lavoratori e istituzioni locali, poi Fabiani incontrerà l’azienda. Solidarietà bipartisan

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CAPANNORI. Sbarca in Regione la vicenda della San Ginese: Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali, ha convocato un incontro per giovedì 10 febbraio. Sono stati invitati il presidente della Provincia di Lucca e l sindaco di Capannori Luca Menesini, le organizzazioni sindacali di categoria e le rsu aziendali. Come di consueto, una volta fatto il punto con istituzioni e sindacati, la Regione chiederà di incontrare l’Arborea, l’azienda proprietaria dello storico marchio capannorese che han annunciato la chiusura dello stabilimento e il licenziamento in tronco di 26 persone (21 impiegati e cinque operai).

E, in attesa dell’incontro di oggi fra zienda e sindacati, non si attenua la marea di commenti e di solidarietà ai lavoratori della San Ginese. Rimanendo in area Regione, i consiglieri “lucchesi” Valentina Mercanti e Mario Puppa hanno presentato un mozione in consiglio per chiedere l’attivazione del tavolo regionale e impegnare la giunta a «porre in essere tutte le iniziative necessarie a scongiurare la cessazione dell’attività dello stabilimento di Capannori e a difendere il livello occupazionale di un’importante e storica realtà produttiva inserita in un territorio che ha già subito i riflessi sociali di una difficile congiuntura che ha colpito in modo particolare le piccole e medie imprese». «Riteniamo – dicono Puppa e Mercanti – che un voto del Consiglio regionale sulla nostra mozione possa essere utile per cercare di avviare una trattativa con l’azienda, favorendo una concertazione con i coinvolgimento della Regione, delle istituzioni locali e dei rappresentanti dei lavoratori».

Parla invece di «licenziamenti annunciati» Domenico Caruso, consigliere comunale della Lega: «Che alla Cooperativa Arborea interessasse ben poco dello sviluppo economico del nostro territorio lo avevo intuito quando nel mese di agosto 2020 l’azienda sarda decise di non acquistare latte dagli allevatori locali». Caruso presnetò una mozione in consiglio comunale: «Quella mozione non è stata ancora discussa a causa della disattenzione di una certa politica buona solo a portare vuote espressioni di solidarietà postuma ai lavoratori sui quali incombe il licenziamento».

Sul versante opposto interviene Sinistra con: «La ex S. Ginese non è un’azienda qualsiasi, per storia e realtà attuale. Pensiamo all’occupazione per tanti lavoratori, ma assieme all’intera filiera, agli allevatori, al tema vitale per tutti del futuro dei territori rurali e delle aree interne come la Garfagnana, alla qualità e alla tipicità delle produzioni. Da questa vicenda, infatti, emergono anche insegnamenti di carattere più generale che ci devono preoccupare molto e che richiedono risposte forti a livello politico ed istituzionale, ma anche a livello culturale. C’è chi si limita a dire: “È il mercato bellezza!”, ma l’errore sta proprio qui, nell’attribuire al mercato proprietà taumaturgiche di carattere neutrale».
 

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