Mario Pardini si presenta da candidato sindaco
La lista civica Lucca 2032 vuol essere un argine al crescente astensionismo: «Pronti ad accogliere i tanti delusi del centrodestra e del centrosinistra»
LUCCA. Non che ci fossero molti dubbi, ma anche quei pochi sono stati sciolti ieri. Il progetto Lucca 2032 si tradurrà in una lista civica, e questo già si sapeva, e il suo candidato sindaco sarà Mario Pardini, anche se l’espressione diretta non viene mai usata (però quel «io ci metto la faccia», è abbastanza chiaro). Certo, l’apertura al confronto con tutti («Basato sui programmi e non sui nomi») lascia aperta la porta anche a ipotesi di nuove aggregazioni e, quindi, di accordi che potrebbero portare a un candidato diverso nel ruolo di primo cittadino. Ma il volto di Lucca 2032 è quello dell’imprenditore lucchese ed ex presidente di Lucca Crea.
L’annuncio è arrivato in occasione della presentazione del progetto Lucca 2032, della sua genesi, riservando ad altra occasione la presentazione del programma, anche se, almeno sui cinque punti su cui sarà costruito, qualche anticipazione è arrivata. Accanto a Pardini i consiglieri di opposizione Enrico Torrini e Cristina Consani, che lo sostengono in quest’avventura.
La premessa è cosa nota, ossia la rottura con il tavolo del centrodestra («Non è possibile incartarci sui nomi»). Il faro guida resta quello del programma, un programma a lungo termine, come vuole indicare il nome stesso della lista. «Siamo partiti da due presupposti – ha detto Pardini – il primo è che la gente è stanca e non va più a votare, il secondo è che i cittadini non sono mai stati veramente ascoltati. Noi abbiamo provato a confrontarci con il territorio, e la risposta che sentivamo più spesso era “da noi non viene mai nessuno”. Dopo quello che è successo anche a livello nazionale il rischio di veder crescere l’antipolitica è forte, perché la gente è stufa. Per noi prima di tutto si deve parlare del fare, e per questo abbiamo elaborato un programma che si basa su cinque pilastri, elaborato dopo aver ascoltato la gente per mesi. Questo perché occorre dare una risposta alle persone e darla velocemente. C’è una marea di delusi sia nel centrodestra che nel centrosinistra, e rischiamo di perderli. Per questo Lucca 2032 c’è e ci sarà, e io ci metto la faccia».
«Il partito dell’astensionismo – ha fatto eco Cristina Consani – è il vero vincitore di quasi tutte le elezioni. Questo per molti fattori, ma anche per la scarsa possibilità offerta alle persone di partecipare alla vita della città. Alcuni dati dovrebbero far riflettere: nel 2012 al primo turno delle amministrative aveva partecipato il 54,9% degli elettori, nel 2017 si era scesi al 49. Se poi facciamo il confronto con il 2007, con il 67 %, il dato è impietoso. C’è una progressiva fuga dal voto dei cittadini». E la risposta per frenare quell’emorragia di partecipazione è rappresentata appunto, secondo Consani, dalle liste civiche. Sulla mancanza del coinvolgimento dei cittadini insiste anche Enrico Torrini, che si scaglia anche contro il settarismo della contrapposizione politica che, soprattutto a livello amministrativo, non ha ragion d’essere: «Ogni scelta diventa una questione di parte, è buona o cattiva sulla base di chi la presenta, non sulla sua sostanza. Non c’è quel pragmatismo che sarebbe normale e che il cittadino si aspetta». E sul confronto delle idee basa la sua stessa esistenza Lucca 2032.
Il programma? «Avete un pomeriggio a disposizione?», replica sorridendo Pardini. I cinque pilastri detti all’inizio sono innovazione, cultura, mobilità, sociale e formazione. E ognuno di questi elementi trascina con sé altri temi. L’esempio fatto è quello della cultura che, citando le manifestazioni, porta in una sorta di domino ad affrontare i temi turismo, decoro urbano, sicurezza, lavoro.
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