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Polizia e A. Celli uniscono le forze per combattere il cyber crimine

Michele Masotti
Polizia e A. Celli uniscono le forze per combattere il cyber crimine

Firmato in questura l’accordo contro i raid informatici Faranda Cordella: «Speriamo che altre aziende ci seguano»

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lucca. Una collaborazione tra polizia postale e un’azienda privata, il Gruppo A.Celli, per contrastare le azioni sempre più frequenti degli hacker e che vuole essere da apripista per altre imprese. È stato sottoscritto ieri alla presenza del questore Alessandra Faranda Cordella, un protocollo d’intesa tra il dirigente della polizia postale per la Toscana Alessandra Belardini e Mauro Celli (azionista dell’omonimo gruppo)con l’obiettivo di condividere e analizzare informazioni preziose per prevenire attacchi alle infrastrutture informatiche dell’azienda che opera nella fornitura di macchinari e tecnologie avanzate nel settore cartario. Alla base di questo accordo, le parti avranno la possibilità di scambiarsi reciproche segnalazioni per stroncare sul nascere eventuali minacce e incidenti che potrebbero minare la regolarità dei servizi e di organizzare incontri di formazione per accrescere la qualità degli strumenti di lotta ai crimini informatici.

Sono molti i dati sensibili, ultimamente quelli sanitari, ad essere appetiti dai pirati informatici. Una forma di collaborazione tra pubblico e privato che il questore Faranda Cordella aveva già avuto modo di verificare ad Asti. «Conoscere il territorio nel quale si lavora significa anche scegliere le strategie giuste. Questo tipo di collaborazione può dare un grande contributo alla formazione di un sistema di cybersecurity efficace – ha dichiarato il questore –. Il protocollo firmato tra la polizia postale, un’eccellenza a livello internazionale, e l’A.Celli si inserisce in questa direzione. Ci auguriamo che altre industrie vogliano seguire questo esempio per proteggere i propri dati» A illustrare in cosa consisterà questa collaborazione, scendendo maggiormente nei dettagli alla luce delle carica che ricopre, ci ha pensato Alessandra Belardini, dirigente della polizia postale per la Toscana. «Per prevenire i reati informatici, in estrema crescita in questo ultimo biennio visto il maggiore utilizzo della rete, è imprescindibile costruire rapporti tra pubblici e privati. Da parte nostra, garantiamo sicurezza, monitorando sia gli attacchi nazionali che transnazionali e dando giuste informazioni alle cosiddette infrastrutture critiche – ha dichiarato la dott.ssa Belardini –. Si tratta di imprese, enti pubblici e Asl che possiedono molti dati sensibili finendo, quindi, nel mirino degli hacker. Sapere in anticipo quale sarà il destinatario degli attacchi, ci permetterà di poter girare per tempo gli alert ai consociati. I danni all’immagine li subiscono tutti: non ha senso pagare i riscatti, sempre richiesti in bitcoin. Per limitare i danni sono necessari tre fattori: compiere frequentemente dei backup, la velocità con la quale si denuncia l’attacco informatico e il congelamento del “reato” non cercando di risolvere la situazioni in altri modi».

Soddisfazione espressa da Mauro Celli, azionista del Gruppo A.Celli, per l’intesa raggiunta: «In questi due anni di pandemia, tutto ciò che riguarda il mondo digitale ha subito un’accelerazione. Ci inorgoglisce, tramite questa nuova collaborazione, dare il nostro contributo alla lotta contro il crimine informatico Mi auguro che altre realtà aziendali del territorio lucchese adotteranno, a breve, questo protocollo».

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