Sicurezza
Da un mese in attesa del risultato di un esame
Da Porcari la protesta di un cittadino contro Poste Italiane. Il sindaco Fornaciari: «Problema reale in tutta la Piana»
PORCARI. La sua è solo l’ultima di una lunga serie di proteste, ma rende bene l’idea del disagio che tanti cittadini, e non solo in via del Leccio e non solo a Porcari, stanno vivendo da parecchio tempo a questa parte. Quello rappresentato dalle cassette delle lettere che restano vuote, perché il postino non passa. E a mancare all’appello non sono solo delle semplici cartoline, quelle possono aspettare, ma anche missive più importanti e bollette con scadenze.
Ecco, la segnalazione che un nostro lettore, residente in via del Leccio a Porcari, è lo specchio di una rabbia diffusa: «Non riceviamo più la posta da oltre un mese. Sto aspettando dei documenti e degli esami medici molto importanti e urgenti. Ho provato a contattare gli uffici di poste italiane e mi hanno risposto che non è un loro problema, ma dei portalettere. Vorrei specificare un’ultima cosa: se arriva in ritardo un pagamento, veniamo subito segnalati e se arriva in ritardo un esame medico, possiamo anche morire».
Segnalazioni di questo genere arrivano ormai con sempre maggior frequenza anche ai Comuni, con le amministrazioni della Piana che, appena pochi giorni fa, avevano sottoscritto una nota congiunta, sottoscritta da quattro Comuni (Lucca, Altopascio, Capannori e, appunto, Porcari), per chiedere un confronto urgente con Poste Italiane. Un appello al momento rimasto senza risposta.
«Il problema è reale – conferma Leonardo Fornaciari, sindaco di Porcari – e non riguarda solo via del Leccio, riguarda tutta Porcari. Anzi, riguarda tutta la Piana e anche oltre. Si tratta di un problema generalizzato, e questo significa una cosa sola, che l’organizzazione di Poste Italiane non funziona. Per questo come Comuni abbiamo fatto un’azione congiunta. Qui siamo al limite dell’interruzione di pubblico servizio».
Certo, c’è il problema del personale che manca, anche per colpa della pandemia, ma i disagi nella consegna della corrispondenza sono iniziati anche prima dell’arrivo della virulenta variante Omicron.
Il timore manifestato dal sindaco è che da parte di Poste Italiane si stia trascurando quello che dovrebbe essere il suo scopo principale (la consegna della corrispondenza appunto), a favore di altre attività: «Non è possibile che per avere la certezza di far arrivare la posta si debba fare una raccomandata – conclude Fornaciari – anche perché, nel caso delle bollette, non sarebbe giusto scaricare quei costi sulle utenze».
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