Sicurezza
Valida la nomina del presidente della casa per anziani di Barga
Una ex appartenente al cda della onlus italo-americana che gestisce la Giovanni Pascoli aveva chiesto la rimozione dall’incarico del direttore
BARGA. A suo giudizio il presidente della casa di riposo per anziani Giovanni Pascoli a Barga non aveva titolo per ricoprire quell’incarico in quanto sprovvisto di una laurea o di un titolo equipollente conseguibile con un corso da tenersi all’istituto Orsa di Firenze. E lei, consigliere del Cda, contestava anche la rimozione dall’incarico e chiedeva il suo reintegro. Una vicenda che risale al 18 giugno 2020 quando la cinquantaquattrenne di Mologno citò in giudizio la Società Benemerita Giovanni Pascoli onlus che gestisce una residenza anziani a Barga, retta dall’originario statuto risalente al 1975, data di sua costituzione negli Stati Uniti, dalla “Giovanni Pascoli Benevolent society of Chicago” sorta a opera di un gruppo di italo-americani di origini barghigiane che intendevano mantenere vivo il legame con la loro comunità originaria impegnandosi nel settore dell’assistenza anziani. E, anche se l’originario statuto è stato adeguato il 30 ottobre 2020, è ancora il Board con sede in Illinois a nominare e revocare i componenti e il presidente del consiglio di amministrazione. E per questo motivo che, proprio nei giorni scorsi, il giudice civile Giacomo Lucente ha respinto l’impugnazione della delibera presentata dalla parte attrice – la donna di Mologno revocata dal consiglio di amministrazione – dichiarando la propria carenza di giurisdizione in relazione all’impugnazione della delibera di nomina del presidente del Cda avvenuta il 20 novembre 2017. La vicenda finita sul tavolo del giudice nasce dalla nomina di direttore della struttura per anziani e presidente del consiglio di amministrazione della Società Benemerita Giovanni Pascoli di Gabriele Giovannetti, 59 anni, chiamato in causa come convenuto e rappresentante della onlus con l’assistenza legale di Giuseppe Toscano e Alessandro Bertani. Il giudice ha ritenuto che, a fronte della doglianza della parte attrice, è fondata l’eccezione della controparte di carenza di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo. Nelle fondazioni, a differenza delle associazioni, manca l’organo assembleare che possa controllare le scelte organizzative e il potere di controllo è di mera legittimità e l’interesse tutelato dal controllo pubblico è solo quello finalizzato alla salvaguardia della volontà del fondatore. Quindi da un lato la revoca dei consiglieri (quindi anche della donna di Mologno) che prestano la loro opera gratuitamente – stando al giudice – è esclusivamente della Giovanni Pascoli Benevolent society of Chicago ed è stata causata dalla conflittualità, come emerge dai verbali, con Giovannetti «che – si legge – rischiava di paralizzare l’ente». Sulla mancanza dei requisiti per fare il direttore onlus, imputata a Giovannetti, si è espressa l’azienda Usl Toscana Nord Ovest che nel giugno 2019 ha verificato il possesso di quelli contestati.
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