La protesta
La Regione finanzierà l’ascensore verso Mont’Alfonso
castelnuovo. Il progetto per l’ascensore inclinato che colleghi Castelnuovo alla Fortezza di Mont’Alfonso sarà inserito nella previsione del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) da parte della Regione Toscana. Ad annunciarne la volontà, è stato il presidente Eugenio Giani a margine della presentazione del nuovo parcheggio che sarà realizzato a servizio del teatro Alfieri. La notizia anticipata dal presidente della Regione che ha illuminato il volto degli amministratori di Castelnuovo.
Un progetto da circa sei milioni che dovrebbe completarsi nei sei anni previsti dal Fesr. L’idea di collegare, tramite ascensore inclinato o trenino a cremagliera, è nata anni fa. Il sindaco Andrea Tagliasacchi ci ha sempre creduto senza mai, però, sbilanciarsi troppo vista la complessità, anche economica, dell’intervento. Ma proprio nella speranza che potesse esserci un’occasione, ecco che sono stati realizzati i lavori per l’ippovia, nel percorso dalla località Pasquigliora al centro storico, che traccerebbe quello dell’ascensore.
«Ne parlavamo da tempo e ora con l’assessore regionale Stefano Baccelli e il sindaco Tagliasacchi che me lo ha sollecitato più volte, stiamo valutando di inserire nella previsione del Fesr fatta dalla giunta regionale, nel capitolo dedicato al trasporto a fune, il collegamento diretto da Castelnuovo a Mont’Alfonso – spiega Giani –. La Fortezza è diventata un luogo di richiamo dell’attività culturale regionale in estate, grazie al bellissimo festival Mont’Alfonso sotto le stelle. Il Comune ha già predisposto uno studio di fattibilità, lo approfondiremo fino alle progettazioni e al finanziamento in sei anni, durata del fondo comunitario».
La Provincia è proprietaria della Fortezza e tra gli enti esisteva un accordo per valutare un progetto di collegamento. Se ne era parlato l’ultima volta a maggio 2021, alla presentazione dei lavori per l’ippovia, circa 1,4 chilometri di lunghezza, tra Cerri e Porta Nord. Tagliasacchi ha commentato la notizia con un grande sorriso e chissà che questo non sia un’ulteriore stimolo per cercare di continuare l’avventura amministrativa a Castelnuovo che, secondo gli attuali regolamenti, terminerà a giugno 2024. Per potersi candidare di nuovo dovrebbe arrivare una nuova deroga da Roma per un terzo mandato anche per i comuni con più di cinquemila abitanti oppure esserci una fusione tra Castelnuovo e i comuni confinanti tra cui Careggine, Fosciandora e Molazzana.
L’ascensore inclinato ridarebbe nuova vita alla fortezza anche oltre gli eventi ricordati da Giani. Un collegamento diretto tra la Rocca Ariostesca e un altro monumento simbolo di Castelnuovo e della Valle del Serchio. Un’area di 60mila metri quadrati che offre splendide vedute sulle pendici dell’Appennino Tosco Emiliano e sul gruppo delle Panie, nelle Apuane. Fu costruita per volontà di Alfonso II d’Este tra il 1579 e il 1586 per difendere Castelnuovo e il territorio estense dalla Repubblica di Lucca. I garfagnini sborsarono 30mila scudi per l’opera. Il complesso, con una cinta muraria di 1.150 metri, sette baluardi e due porte, comprendeva diverse abitazioni.
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