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Lucca

DAL GIUDICE 

Una nuova maxi condanna per il pusher invalido civile

Luca Tronchetti
Una nuova maxi condanna per il pusher invalido civile

Cinque anni e quattro mesi per Rosario Arcopinto, 56 anni, di San Marco  I carabinieri sequestrano il cellulare con i numeri dei clienti abituali

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LUCCA. Ancora guai giudiziari per Rosario Arcopinto, 56 anni, invalido civile, detenuto nel carcere di San Giorgio e già residente in via Giovannetti a S. Anna, accusato per l’ennesima volta di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci lo condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione senza la sospensione condizionale della pena. L’imputato resta e rimane in carcere visto che, il 14 settembre scorso, era stato condannato sempre per reati legati allo spaccio di droga a una pena di otto anni, dieci mesi e venti giorni di reclusione. Dal 2016, ma in particolare dal 2019, Arcopinto – originario di Napoli, ma da quasi vent’anni residente nel quartiere di San Marco – viene arrestato oppure denunciato dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di cocaina e altre sostanze. Nonostante il programma di disintossicazione e recupero a cui era sottoposto per due giorni alla settimana l’invalido non riesce proprio a staccarsi dagli stupefacenti e in virtù della recidiva «infraquinquennale» le condanne e le pene lievitano e si cumulano tanto che in totale superano i 14 anni di reclusione. E se, precedentemente al 2020, nei suoi confronti venivano disposti gli arresti domiciliari dopo le sue ultime vicende le porte di San Giorgio si sono spalancate. La condanna di ieri mattina davanti al gup riguarda fatti che risalgono al gennaio 2021 quando i carabinieri del radiomobile lo avevano sorpreso – su segnalazione di alcuni condomini e residente nella zona – in casa con una piccola dose di cocaina e materiale per il confezionamento dopo che dalla sua abitazione erano usciti due clienti locali – di 60 e 39 anni – con in tasca un grammo ciascuno di coca (entrambi erano stati segnalati al prefetto come assuntori abituali). Ma i carabinieri avevano sequestrato nell’abitazione di Arcopinto alcuni cellulari. E attraverso l’esame dei contatti i militari avevano identificato i clienti che sono stati ascoltati come persone informate sui fatti oggetto dell’indagine. Uno di loro aveva rivelato di aver acquistato droga dall’invalido per almeno un anno e mezzo. Uno spaccio di cocaina reiterato e continuato che ha indotto il giudice a condannare l’imputato a 5 anni e 4 mesi di reclusione.

Arcopinto, tra l’altro, era già stato arrestato in passato dopo che, all’interno dello scaldabagno di casa, era stato occultato un sacchetto con 55 grammi di cocaina pronta per essere spacciata ai consumatori abituali. E nell’ottobre 2021 in ’udienza preliminare il gup Antonia Aracri al termine del rito abbreviato lo aveva condannato ad otto anni, dieci mesi e venti giorni per fatti che vanno da 2017 al 2020 e sulla base delle dichiarazioni dei clienti dell’uomo dalle quali sono stati ricostruiti centinaia di episodi di cessione di cocaina avvenuti nel corso di questi anni.

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