Toscana
Il museo di San Cassiano rinasce con i fondi Fai
Il nuovo allestimento punterà a “far parlare le opere”: la più nota è il Santo Cavaliere, proveniente dal duomo di San Martino
lucca. Al via i lavori di valorizzazione del museo di San Cassiano di Controne. L’intervento – sostenuto dal Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) e Intesa Sanpaolo con un finanziamento di 8.400 euro, assegnato sul bando “I Luoghi del Cuore” nel 2021 – prevede la realizzazione di un racconto multimediale che permetterà al pubblico di comprendere meglio l’opera più importante della collezione, il simulacro ligneo di San Martino a cavallo, quale elemento artistico che unisce il paese di San Cassiano alla Cattedrale di Lucca.
Nel 2020 il comitato “Gli Amici del Cavaliere”, guidato da Rita Fabbri e composto da molti volontari locali e non, si è attivato per la raccolta voti in occasione della decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” con l’obiettivo di far conoscere la chiesa e il piccolo museo di San Cassiano che conservano opere di grande valore storico, artistico e culturale.
Grazie ai 2.955 voti raccolti, è stato possibile candidare un progetto sul bando per la selezione degli interventi che Fai e Intesa Sanpaolo lanciano dopo ogni censimento. Il progetto è stato accolto, ha ottenuto il finanziamento dei Luoghi del Cuore e verrà cofinanziato dall’arcidiocesi di Lucca.
Il museo parrocchiale di San Cassiano, collegato alla chiesa, è il frutto di un allestimento che non risponde più al suo potenziale culturale, spiega il Fai. Inaugurato come sala espositiva negli anni ’90 presenta al suo interno quattro opere: il gruppo equestre del San Martino a Cavallo, un gruppo ligneo dell’Angelo Annunciante e della Madonna Annunciata e un bacino ceramico di arte islamica, databile al X-XI secolo. Il gruppo equestre del San Martino a cavallo, casualmente rinvenuto nel 1909 in una legnaia della chiesa di San Cassiano di Controne, sembra provenire dalla cattedrale di San Martino a Lucca. Recuperato da un importante restauro, il Santo Cavaliere segna un vertice nella scultura a Lucca all’inizio del Quattrocento e nella produzione giovanile di Jacopo della Quercia, cui è attribuita l’opera.
Il nuovo allestimento punterà a “far parlare le opere”: ciò che viene esposto al pubblico non è solo quello che si vede, ma quello che l’opera racconta.
Il progetto finanziato dai Luoghi del Cuore svilupperà quindi la prima fase di un più ampio programma di riqualificazione che si concluderà prima della prossima estate, spiega sempre il Fai. Il racconto multimediale, parte essenziale del nuovo allestimento museale, i cui contenuti saranno affidati a storici dell’arte e ricercatori delle Università di Pisa e di Firenze, illustrerà la capacità cognitiva della mente di creare e inventare. È proprio a partire da questa capacità che l’opera dell’artista viene indagata attraverso le sue opere. Il gruppo equestre ligneo, attribuito a Jacopo della Quercia, verrà analizzato attraverso altre immagini che si riferiscono ad altre opere realizzate dallo scultore nei primi anni del Quattrocento. Le fasi successive di completamento del nuovo allestimento saranno realizzate in fasi successive, per le quali è prevista la partecipazione a diversi bandi già individuati.
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