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Lucca

la comunicazione della famiglia 

«Mio marito, il maestro Gaetano Giani Luporini è ricoverato per Covid»

«Mio marito, il maestro Gaetano Giani Luporini è ricoverato per Covid»

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lucca. È la signora Giovanna Morelli a comunicare la notizia: «Mio marito, il maestro Gaetano Giani Luporini, classe 1936, compositore lucchese di chiara fama, collaboratore ventennale dell’attore Carmelo Bene, nonché direttore dell’istituto musicale Luigi Boccherini di Lucca fino al 2003, è stato ricoverato al San Luca a causa del coronavirus, nella tarda mattinata di lunedì 17 gennaio».

Una notizia che è un colpo al cuore per tanti lucchesi, che da sempre amano il maestro Giani Luporini, un simbolo della musica e dell’arte, per la sua città e non solo.

«Siamo preoccupati – prosegue la moglie, analista filosofa, saggista, già giornalista, regista di opera lirica e insegnante di arte scenica al Boccherini – data l’età e la sua fragilità. Ci auguriamo che il personale medico lavori con la massima lena e tempestività, per aiutare il maestro in questo difficile momento».

Una sentimento di dovere morale, per la signora Giovanna, mettere al corrente Lucca e i suoi abitanti, sulle condizioni del marito, doppiamente sfortunato dal momento che, come spiega, aveva contratto il virus già nel 2020, «superando brillantemente la malattia come positivo asintomatico». Questa volta invece, seppure vaccinato con tre dosi, «il contagio lo ha colpito duramente».

Sono momenti di ansia e dolore per la famiglia e per Lucca. Ogni giorno i familiari vengono ragguagliati sulle condizioni del maestro, ma, come accade per tutti i pazienti ricoverati per Covid, fargli visita è impossibile.

«Mio marito – aggiunge la signora Giovanna – ha cominciato a sentirsi male sabato 15 gennaio, quando ha accusato qualche linea di febbre. L’indomani la febbre è salita e il lunedì, vista la situazione che non migliorava, ho chiamato il 118. È stato ricoverato e da allora non l’ho più visto». La moglie del maestro è molto preoccupata, e addolorata per non poter essere vicina al marito. «Capisco che è necessario essere distanti dai propri familiari ricoverati – sottolinea –, ma lo trovo profondamente disumano. Lo dico per noi, che soffriamo così tanto in questo momento, ma anche per tutte le famiglie che si trovano nelle stesse condizioni e sono in profonda apprensione per un proprio caro. Per tutti, ho deciso che mi muoverò, che mi impegnerò affinché si possa trovare una soluzione per poter stare vicini a un nostro familiare che soffre».

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