Il Tirreno

Lucca

Poste: Pescaglia pronto alla class action

Luigi Spinosi

Ritardi di mesi nella consegna della corrispondenza in tre zone del comune. Bollette scadute e more da pagare

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PESCAGLIA. Il Comune pronto ad appoggiare i cittadini in caso di class action contro Poste Italiane. L’annuncio arriva dal primo cittadino di Pescaglia Andrea Bonfanti. Una annuncio che il sindaco ha lanciato via social, dopo i disservizi che, nel caso specifico di Pescaglia, riguardano la consegna della corrispondenza. Un problema che non è solo del comune della Mediavalle (basti pensare alla protesta congiunta arrivata ieri dalle amministrazioni della Piana), ma che da queste parti è ancora più avvertito. In particolare in tre zone del territorio: Fiano, Loppeglia e la Valfreddana. Solo pochi giorni fa da queste parti si è rivisto il postino, ma dopo un paio di mesi di cassette delle lettere vuote. Quindi nemmeno bollette, che nel frattempo sono scadute, con la conseguenza di dover pagare la mora.

«Abbiamo due ordini di problemi – spiega Bonfanti – uno su scala nazionale, che interessa tutti i comuni montani e non solo, ed è rappresentato dalle scelte di Poste Italiane, che nel corso degli anni è andata a ridurre i giorni di consegna. Parallelamente ci sono comuni che hanno visto sparire progressivamente i propri uffici postali ma noi, almeno da questo punto di vista, siamo riusciti a vincere la nostra battaglia e a mantenere i due uffici postali di Pescaglia e San Martino in Freddana. Ma c’è poi c’è un altro problema, che è tutto locale: nella zona della Vafreddana, Fiano e Loppeglia scontiamo anche il fatto che la postina titolare abbia avuto un infortunio, e che per questo da molti mesi purtroppo è a casa. E qui nasce il problema, perché Poste Italiane ha sempre deciso di sostituire la postina titolare con lavoratori a contratto a tempo determinato, con tempi molto brevi, talmente brevi da non permettere ai portalettere che arrivano in sostituzione di imparare il giro. Il territorio del nostro comune è anche complesso, e se non si conoscono i posti, se non si conoscono le persone, diventa oggettivamente impossibile riuscire a consegnare bene la posta. Se poi a questo aggiungiamo le questioni di carattere nazionale, ecco che viene fuori il patatrac che è successo. So che in questi giorni è stata finalmente consegnata la posta, ma era praticamente da novembre che non arrivavano le bollette, che quindi sono arrivate già scadute e con gli interessi di mora da pagare».

Ed è su questo punto che si inserisce l’ipotesi di una rivalsa verso Poste Italiane: il Comune è pronto a sostenere ogni iniziativa, ma, per farlo, dal sindaco arriva un consiglio: i cittadini che hanno delle lamentele da fare non si limitino a una telefonata di protesta, che lascia il tempo che trova e, soprattutto, non lascia traccia, ma inviino le loro segnalazioni via mail all’ufficio reclami di Poste Italiane, in modo da avere una base concreta dalla quale partire, da un lato per dimostrare l’esistenza del problema e quindi per chiedere interventi, dall’altro per eventuali azioni di risarcimento del danno subito. «Per qualsiasi azione i cittadini vorranno mettere in campo, e garantisco che il Comune sarà al loro fianco – riprende il sindaco – è assolutamente fondamentale fare la segnalazione di disservizio sul sito di Poste (www.poste.it/reclami.html). Per fare un esempio, qualora i cittadini facessero con l’aiuto del Comune e magari di un’associazione di consumatori una class action nei confronti di Poste per veder riconosciuti i propri diritti alla consegna della posta è necessario avere una base importante di reclami ufficiali. Non basta la telefonata all’ufficio postale o al centro di smistamento di Pian di Coreglia, o la protesta con il portalettere di turno. Serve la segnalazione alla pagina di Poste. In quel modo si apre un protocollo che ha una sua valenza giuridica, ed è l’unica cosa che da diritto a veder riconosciuti, per esempio, gli interessi di mora sulle bollette, o il danno subito nel caso di una class action o di qualunque cosa si decida di fare».

«Come amministrazione comunale – riprende Bonfanti – noi siamo in continuo contatto con Poste, ma non è semplice, perché dalla parte di là spesso e volentieri noi troviamo un muro di gomma. In questi giorni hanno ribadito che a loro non risultavano disservizi, e anche per questo è necessario fare la segnalazione sul sito di Poste, perché altrimenti per loro è come se non esistessero disservizi. Dalla parte di là sicuramente non abbiamo trovato un’azienda collaborativa, che poi in realtà è un’azienda dello Stato e quindi dovrebbe esserlo. Noi comunque continueremo nella nostra azione a fianco dei cittadini, siamo disponibili a intraprendere azioni importanti a loro fianco. Però, lo ribadisco, è importante che i cittadini facciano le segnalazioni sul sito di Poste, perché è l’unico modo per certificare l’esistenza del disservizio, e per poter presentare le nostre rimostranze, eventualmente anche attraverso una causa. Sul sito, non sul numero verde, perché, purtroppo, lo sappiamo che tanto non risponde mai nessuno». Insomma, il Comune vuole far sentire le proprie ragioni, ma per farlo ha bisogno che quei disagi vengano in un certo senso documentati: «Anche perché – aggiunge il sindaco – dall’altra parte potrebbero smentirne l’esistenza. Faccio un esempio, durante un confronto quando ho segnalato i disagi del mio Comune mi è stato detto che da Pescaglia non risultavano lamentele. Solo che approfondendo si è scoperto che si riferivano al solo paese di Pescaglia, non al Comune di Pescaglia».

E intanto anche il sindaco, che vive in Valfreddana, convive con gli stessi disagi: «Io sono in attesa di una carta di credito che mi è stata inviata da tempo. Mia suocera invece ha chiamato l’ospedale per sapere perché non gli erano stati mandati i risultati di alcuni esami. Ebbene, l’ospedale glieli ha spediti, ma non sono ancora arrivati».

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