Sicurezza
Il caro energia mette a rischio un settore vitale dell’economia
Il direttore dell’associazione di categoria Medugno ha lanciato l’allarme «Si tratta di una filiera che produce l’1,4% del Pil»
PORCARI. Ieri, a margine dell’evento organizzato da Ugl “Indipendenza energetica e sviluppo sostenibile” a Roma, Massimo Medugno, direttore di Assocarta e Federazione Carta Grafica ha illustrato le due richieste urgenti per contrastare il caro energia non solo nel settore della produzione di carta (153 siti produttivi e 19mila addetti), ma per tutta la filiera che è pesantemente colpita, direttamente o nell’incremento esponenziale del costo della materia prima. Una filiera che vale l’1,4 per cento del Prodotto interno lordo, e che muove il Made in Italy nel mondo, coi suoi 3,5 miliardi di euro di saldo positivo della bilancia commerciale. Un settore che, nella realtà locale, costituisce la spina dorsale dell’economia lucchese.
«La prima misura – ha detto Medugno – è trovare un modo per utilizzare le riserve strategiche nazionali di gas per affrontare questa emergenza. La seconda: lavorare a livello europeo affinché il mercato possa aumentare la liquidità, perché del gas a prezzi convenienti consente alle imprese di reinvestire per il miglioramento energetico e per raggiungere il traguardo della decarbonizzazione. Il prezzo del gas è aumentato del 600 per cento e per le cartiere è la materia prima principale che incide per il 30 per cento sui costi complessivi. Fino a un anno fa il gas costava 20 euro al Megawattora, ieri (lunedì per chi legge ndr) è arrivato a 90 euro. Sono pesantemente colpite anche le aziende energivore della stampa rotocalco e i grandi impianti della trasformazione».
L’Italia è il terzo produttore cartario in Europa dopo Germania e Svezia e il settore vale circa sette miliardi, ma la filiera, dalle cartiere fino ai produttori di imballaggio, agli stampatori ai produttori di macchinari per la stampa e il converting, crea un fatturato di 22 miliardi di euro, l’1,4 per cento del PIl ed esporta circa il 45 per cento della produzione. È la filiera che ha l’onere e la responsabilità di veicolare nel mondo il Made in Italy. I nostri prodotti vengono inscatolati qui, vengono movimentati, accompagnati e protetti proprio grazie ai nostri imballaggi. Carta vuol poi dire anche prodotti igienici sanitari. Carta è anche cultura e informazione: la produzione di libri e giornali è ha rischio tenuta per i costi della materia prima e le difficoltà a reperirla.
Non è solo la produzione di carta a soffrire, quindi, ma l’intera filiera della grafica, stampa e trasformazione, che sta subendo i colpi della congiuntura, con i rincari dei costi energetici che prosciugano i margini delle aziende che producono stampati, packaging e macchinari per printing e converting.
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