Sicurezza
«Villa Ada sta morendo» Gualtieri lancia l’allarme
La fotografa artefice della candidatura a “Luogo del cuore” dell’edificio si rivolge all’amministrazione: «Usate i fondi del ministero per ristrutturarlo»
Emanuela ambrogi
BAGNI DI LUCCA. Ci sono i fondi del progetto “Abitare la valle del Serchio”, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture con i fondi del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza), ma i lavori a Villa Ada non partono e la storica dimora è sempre più in degrado. Ancora una volta, a segnalare lo stato di abbandono dell’immobile e del parco è Rita Gualtieri, appassionata fotografa delle bellezze di Bagni di Lucca, che si è battuta due volte per far entrare Villa Ada nei "Luoghi del cuore del Fai", senza riuscirvi.
Ora pubblica le immagini dell’abbandono. «Non avrei mai voluto vedere il parco ridotto così – commenta –. Il vento ha fatto cadere una pianta, da tempo. Un'altra si è divisa in due pezzi. Per non parlare dell'interno al piano terra, diventato la discarica di tutto ciò che non serve. Forse verrà ripulito quando riapriranno le piscine, ma quando? Eppure avevano ottenuto un finanziamento dai fondi europei, almeno per il piano terra, stanziati in data primo agosto 2021. Non si può cominciare a fare qualcosa? Quest'anno a maggio ci sarà di nuovo la raccolta firme per i “Luoghi del Cuore” del Fai. Credo che questa volta non ci perderò tempo».
Il finanziamento per i lavori di restauro a Villa Ada rientra nel milione di euro ottenuti dal Comune per riqualificare anche la centrale piazza Jean Varraud e la chiesa del Principe. Trecentosessantamila serviranno per gli interventi sul piano terra di villa Ada, in condizioni disastrose. I lavori però non sono ancora partiti e Villa Ada va in malora. Anni fa il giardino veniva ripulito da volontari che si ritrovavano ogni settimana. Opera che è stata fatta nei mesi estivi, anche da alcuni componenti della giunta comunale. Più volte anche la Pro Loco ha compiuto opere di manutenzione e pulizia volontaria. Dopo una mezza dozzina di aste andate deserte, anche se il prezzo base per immobile e giardino era alla fine sceso a un milione e 750.000 euro. In assenza di compratori, più concreta è ora l’ipotesi di una ristrutturazione che consenta l’uso pubblico del bene, anche in collaborazione con le associazioni del territorio. In estate era stato ripulito almeno il parco nel quale risalta lo storico salottino di pietra che si affaccia sul panorama. L’affascinante “belvedere” davanti alla villa è stato nei secoli passati e fino agli anni Ottanta luogo di incontri e molto visitato dai turisti. La dimora si trova alla fine del viale che parte dall’ingresso delle piscine, località “alle scuderie” alla villa. Di aspetto tardo rinascimentale, fu ristrutturata nella seconda metà dell’Ottocento. Nell’area ci sono grotte artificiali e nel giardino si trovano gli arbours, strutture architettoniche fatte con piante di alloro. L'edificio è menzionato nel libro d'estimo dell'Archivio comunale di Bagni di Lucca del 1558. Nel 1622 risulta appartenere agli stessi proprietari, gli eredi di Cesare de Nobili, anche un edificio più grande. Nel 1710 i due fabbricati erano stati uniti per formare un palazzo. Nel 1870 la villa passò a Mac Bean, console britannico a Livorno. A lui si deve la ristrutturazione dell'ala settentrionale dell'edificio, con l'aggiunta delle due torri esagonali e la sistemazione del giardino. Il parco era in origine più grande, ma la realizzazione delle piscine comunali ne ha ridotto l'estensione. Dal 1975 è proprietà del Comune di Bagni di Lucca, usato per le cure termali.
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