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Lucca

Tensioni sociali 

Sfratti, siamo ben oltre quota cento «Ogni giorno decine di richieste d’aiuto»

Barbara Antoni
Sfratti, siamo ben oltre quota cento «Ogni giorno decine di richieste d’aiuto»

I sindacati di inquilini e proprietari: «La moratoria ha solo rinviato e accresciuto i problemi. Manca una politica abitativa»

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Barbara Antoni

lucca. Sbloccata la moratoria disposta per la pandemia, adesso ai sindacati degli inquilini sta arrivando un fiume di richieste di aiuto dalle famiglie che rischiano di rimanere senza un tetto. Gli sfratti ora possono tornare esecutivi, possono riprendere le udienze sospese – erano circa ottanta a marzo 2021 –, a cui si aggiungeranno quelle di nuova convocazione. «Dati certificati ancora non ne abbiamo – spiega Stefano Cristiano, responsabile provinciale del Sunia –. Certamente abbiamo superato i cento casi. Stiamo cominciando a riempire domande per i bandi di emergenza abitativa nei Comuni che li hanno emessi. In generale, credo che la moratoria sia stata l’ennesima occasione mancata. Questa proroga prolungata dei governi è stata come nascondere la polvere sotto il tappeto. La moratoria ha creato tensioni, perché si sono scontrate due fragilità: di chi non ha un lavoro e non sa come pagare l’affitto ma anche dei piccoli proprietari, per i quali l’affitto di un appartamento è l’unica o la principale fonte di sostentamento. Durante la moratoria, lo Stato non ha studiato strategie sulle politiche abitative».

«Da circa quattro mesi – spiega Michelangelo Di Beo, responsabile provinciale dell’Unione Inquilini – riceviamo numerose richieste di aiuto per sfratti, quasi tutti per morosità incolpevoli. Con lo sblocco della moratoria ci sarà un aumento esponenziale di sfratti esecutivi. Ai casi sospesi nel 2021 si aggiungeranno quelli maturati durante la moratoria e poi quelli “nuovi”, da ottobre a fine anno. In questi ultimi giorni riceviamo in media sei telefonate al giorno di famiglie sotto sfratto. Da parte loro, i Comuni sopperiscono con i contributi regionali per gli affitti, ma un piano casa provinciale non c’è. A meno di 600 euro al mese un appartamento non si trova. Nelle località più turistiche della provincia, poi, i proprietari non affittano una casa per viverci: preferiscono affittare ai turisti. Il picco dell’emergenza sfratti lo vedremo fra qualche mese, quando i tribunali avranno ripreso la loro piena attività su questo fronte». Anche secondo Di Beo, l’emergenza abitativa post moratoria risente della mancanza «di una politica abitativa che non sia emergenziale. Come Unione Inquilini stiamo dicendo che i soldi del Pnrr sarebbero una boccata di ossigeno per fare investimenti di recupero di edifici dismessi».

Dalla parte dei proprietari la situazione non è migliore. Federico Andreucci, presidente dell’associazione piccoli proprietari immobiliari della provincia (Asppi), lo dice chiaro: «La situazione è tragica, perché mette insieme situazioni completamente diverse. La legge che ha prorogato gli sfratti avrebbe dovuto distinguere tra inquilini realmente in difficoltà e quelli invece che sulla proroga hanno marciato, anche se la loro attività economica è migliorata invece di peggiorare nella pandemia. Per molti proprietari, l’affitto è l’unica fonte di reddito e ora sono in difficoltà. I provvedimenti sono troppo generici. Ma la sofferenza per i proprietari non è finita: sarà lungo per i tribunali il periodo per smaltire le pratiche di sfratto accumulate». «La situazione degli sfratti è destinata a peggiorare – afferma Roberta Menchetti, presidente dell’Unione proprietari immobiliari (Upi) –. Per quanto riguarda il nostro osservatorio, la situazione è preoccupante ma non disastrosa. Durante la moratoria, molti proprietari sono andati incontro ai propri inquilini. Nel settore degli affitti commerciali, alcune mensilità sono state abbonate oppure il canone è stato ridotto. Per le abitazioni, le situazioni critiche che c’erano prima della pandemia sono rimaste: le tipologie di famiglie in difficoltà sono quelle con lavori precari».

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