Il dolore
Legambiente e sei enti locali si sono costituiti parte civile
L’accusa ai 18 imputati è quella di aver favorito l’uso di rifiuti speciali spacciati per fertilizzanti Ad aprile il dibattimento
PORCARI. Ci sono sei enti locali e un’associazione tra i soggetti che si sono costituiti parte civile nel processo “Demetra” su un presunto giro di smaltimenti abusivi di fanghi di depurazione fatti passare come fertilizzanti in agricoltura. Nell’udienza di ieri il presidente del primo collegio (Cipolletta, a latere Mirani e Messina) dopo aver rilevato i difetti di alcuni notifiche ha rinviato ad aprile il dibattimento.
Le parti civili
Tra chi ritiene di aver subìto un danno per lo sversamento di fanghi fatti passare come concime e che per l’accusa erano, invece, rifiuti, ci sono la Regione, i Comuni di Pescia, Palaia, Peccioli, Montaione, Cascina e Legambiente Toscana.
Gli imputati
Sono diciotto gli imputati tra imprenditori, manager di società pubbliche e tecnici a giudizio con l’accusa (pm Giulio Monferini) accusati di aver inquinato, per risparmiare sui costi di smaltimento, centinaia di ettari coltivati a grano in gran parte dell’Alta Valdera.
A giudizio l’imprenditore Felicino Del Carlo, 55 anni, di Porcari, conosciuto nel Pisano per le attività della Delca; Alessandro Salutini della Cd Green, 58 anni, nato a Pontedera e residente a Porcari; Giuseppe Franco, 64 anni, palermitano, titolare dell’azienda Pieri Ecologia di Altopascio; Gianni Pagnin, 70 anni, di Padova, titolare della Coimpo di Rovigo; Alessia Pagnin, 45 anni, di Padova, legale rappresentante della Coimpo; Glenda Luise e Mauro Luise, imprenditori della provincia di Padova; Mario Crepaldi, imprenditore veneto legato alla Coimpo; Andrea Casella di Capannori; Francesco Di Martino, 66 anni, di Viareggio, dirigente di Gaia Spa; Andrea De Caterini, all’epoca amministratore delegato di Geal Spa; Ettore Mauro Fabbri, responsabile impianti di depurazione della Geal di Lucca; Alberto Corsetti di Viareggio, 60 anni, amministratore Sea; Gerardo Francesco Garruto e Marcello Ennio Trebino, di Genova; Michele Del Corso, ingegnere, 57 anni, di Pisa, dirigente dell’Asa Livorno; Ermanno Biemmi di Pescia e Federico Ansaldi del Consorzio Torrente Pescia.
Le accuse
Le contestazioni della Procura distrettuale di Firenze vanno dal traffico illecito rifiuti all’inquinamento ambientale, dal falso alla truffa. Per l’accusa oltre 45 mila tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, costituiti da fanghi di depurazione con inquinanti derivati da cicli industriali, sarebbero finite in circa 800 ettari di terreni.
P.B.
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