Il Tirreno

Lucca

l’accusa 

Torrini: tutti tranne i lucchesi al tavolo del centrodestra

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lucca. Un tavolo per scegliere il candidato sindaco del centrodestra a Lucca al quale sono seduti «tutti tranne i lucchesi». Una procedura che non è piaciuta per niente a Enrico Torrini, ex consigliere di Lucca in Movimento e ora capogruppo di Lucca 2032: «Lucca, con le sue mura, simbolo dell’inespungnabilità è ormai diventata terra di facile conquista, per cui dopo un decennio di ingerenze fiorentine sulle dinamiche di questa città a guida Pd, nel centrodestra non volevamo essere da meno e al tavolo c’erano tutti tranne che i lucchesi, per cui ci sono stati gli amici Mallegni da Pietrasanta e Zucconi da Viareggio, Montemagni da Massarosa e Cavirani da Seravezza. Ognuno legittimato a presenziare, ci mancherebbe altro, e ognuno rappresentativo dei partiti del centro destra. Tuttavia, il fatto che le discussioni sulla scelta del candidato sindaco venissero affrontate ad un tavolo dove di lucchese c’era ben poco, mi ha sempre lasciato un po’ perplesso».

Torrini avrebbe gradito che al quel tavolo «ci fossero stati coloro i quali del centro destra sono rappresentativi nella nostra città, coloro che nel 2017 hanno ricevuto il mandato dai lucchesi a rappresentarli nella massima assise dell’amministrazione locale che è il Consiglio Comunale». Il riferimento è ai nove consiglieri di centrodestra: Borselli, Consani, Testaferrata, Buchignani, Di Vito, Martinelli, Minniti, Santini e Torrini. «Dovevano essere al tavolo, al primo tavolo, in quel tavolo si doveva decidere il candidato sindaco per il quale impegnarsi nella campagna elettorale del 2022, a quel tavolo si dovevano affrontare i pro e i contro di un possibile candidato che avesse consentito di appassionare i lucchesi e portarli a votare; a quel tavolo dovevamo identificare la persona che avrebbe riportato l’elettorato di centro a votare al centrodestra; a quel tavolo avremmo dovuto trovare la persona che sarebbe stata capace di unire tutte le anime del centro e di destra. Una volta trovato un nome condiviso, avremmo dovuto aprire a Barsanti, sicuramente un valore aggiunto e, successivamente coinvolgere i responsabili territoriali dei partiti, che avrebbero preso atto, senza primogeniture, che son sempre divisive, della scelta del territorio lucchese».

«Quando, in qualità di rappresentante di Lucca2032, bontà loro, sono stato invitato al tavolo, arroccato su nomi e metodo, dissi testualmente: “Mario Pardini, a parer mio, è quello che ci può portare a vincere Lucca, Lucca2032 lo mette a disposizione; sul metodo, e ritengo che sia l’unico metodo veramente democratico, dopo le primarie (ma è roba da Pd), propongo di convocare i consiglieri comunali di centrodestra e farli votare a scrutinio segreto sui nomi che emergeranno”. Il metodo fu rifiutato e, a quel punto abbandonammo il tavolo che, evidentemente aveva già fatto le sue scelte, più o meno condivisibili».

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