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M5s si presenta da solo e apre al dialogo, anche col Pd

B.A.

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lucca. Torna in pista con il proprio logo e le proprie istanze il Movimento 5 Stelle di Lucca. Le prove di avvicinamento tra le varie voci della politica cittadina sotto il simbolo, inizialmente ideato, dell’aquilone di quattro colori, ognuno dei quali riconducibile a un diverso gruppo (verde gli ambientalisti, giallo i Cinquestelle, rosso la sinistra, blu le forze civiche legate ai comitati) sembrano essersi arenate e il movimento ha così deciso di farsi avanti da solo. Ma con il preciso intento di essere disponibile al dialogo, come spiega Massimiliano Bindocci, portavoce dei Cinquestelle a Lucca e capogruppo del movimento in consiglio comunale.

«Come Cinquestelle – spiega Bindocci – ci presenteremo con le nostre persone. Ma siamo disponibili a ragionare con tutti e anche con il Partito Democratico e con il candidato del centrosinistra Francesco Raspini, sulla base dei diversi punti del programma. Ci confronteremmo volentieri anche con forze civiche, ambientalisti e con la sinistra: vorremmo costruire ponti e non barriere»

Uno dei punti su cui il movimento non intende transigere è che «le alleanze devono partire sulla base del nostro decalogo programmatico, che stiamo definendo in questi giorni, sugli obiettivi e nel merito dei problemi. Siamo anche molto critici rispetto a questi dieci anni di governo del centrosinistra».

Bindocci risponde anche all’invito rivolto negli ultimi giorni dal senatore Pd Andrea Marcucci a Cinquestelle, Azione e Italia Viva a sostenere il centrosinistra alle amministrative della prossima primavera. «Ho letto con interesse la proposta di Marcucci – dice Bindocci –. Pongo però due questioni. La prima riguarda il merito del confronto, che per M5S è su ambiente, partecipazione, trasparenza, sanità, viabilità, scuola, le frazioni, la difesa dei più deboli, il rilancio delle attività produttive: diversi temi su cui chiedere discontinuità. Ma poi soprattutto c’è un problema di metodo: come Pd avete già deciso il candidato sindaco con il suo programma. Devo pensare che se si decide di fare un progetto insieme, si comincia insieme e quindi si azzera il risultato delle primarie, per cercare una figura che possa rappresentare tutti coloro che partecipano a programmi condivisi. Se siamo stati invitati per darci un posto a tavola, non siamo interessati. Non apriamo il pacco e andiamo avanti».

B.A.

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