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Lucca

«La Regione faccia entrare infermieri dai paesi europei»

Barbara Antoni
«La Regione faccia entrare infermieri dai paesi europei»

Nelle residenze per anziani si è ripresentata una grave emergenza di personale Massari (Cgil): «La Toscana faccia come il Piemonte. Non si può attendere»

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Barbara Antoni

lucca. È di nuovo emergenza personale nelle residenze anziani del territorio: un’emorragia mai interrotta dal periodo della prima e seconda ondata della pandemia di infermieri e operatori socio sanitari che dalle Rsa migrano verso gli ospedali. L’emergenza è tale che i sindacati sono intenzionati a chiedere aiuto direttamente alla Regione Toscana affinché, come altre amministrazioni regionali hanno già fatto, si autorizzi, tramite una specifica ordinanza, l’ingresso nelle Rsa pubbliche di personale straniero nell’ambito dell’Unione Europea.

Perché così è diventato praticamente impossibile andare avanti nella delicata attività di cura degli anziani facendo fronte a tutto quello che comporta la pandemia. Alla Pia Casa, ad esempio, c’è stato un focolaio nell’ambito del quale sono rimaste contagiate circa quaranta persone tra ospiti e operatori.

«Il problema della carenza di personale nelle residenze anziani pubbliche – spiega Michele Massari, segretario della Funzione Pubblica Cgil – si sta ripresentando in tutta la sua gravità. Soprattutto gli infermieri cominciano seriamente a scarseggiare, ma anche gli operatori socio sanitari. Tutti quanti preferiscono passare all’Asl, che in questo periodo oltretutto, a seguito della necessità di personale che si sta facendo più pressante per via della quarta ondata della pandemia, sta facendo molte assunzioni: sia scorrendo graduatorie di vecchi concorsi che anche tramite le agenzie interinali. Molti operatori sanitari delle residenze per anziani preferiscono lasciare il lavoro attuale anche per un contratto a tempo determinato negli ospedali».

Con questa fuoriuscita, la situazione, nelle residenze per anziani, si aggrava giorno dopo giorno. Tanto che la Cgil sta mettendo a punto un documento da inviare alla Regione per chiedere di aprire all’ingresso di infermieri e operatori socio sanitari provenienti da altri paesi dell’Unione Europea per coprire i posti rimasti scoperti durante l’emergenza sanitaria.

«Alcuni governi regionali si sono già mossi in questa direzione – spiega il sindacalista Massari –, come la Regione Piemonte ad esempio, che ha già approvato una specifica delibera a questo scopo. Nei prossimi giorni, molto probabilmente all’inizio della settimana entrante, finiremo la stesura del documento da presentare alla Regione Toscana, che potrà essere sottoscritto anche da altri sindacati, se vorranno condividerlo».

Non è stato efficace, per andare incontro alle necessità di personale delle Rsa, l’accordo stipulato tra sindacati e Asl all’inizio della “migrazione” secondo il quale l’azienda sanitaria doveva provvedere con suo personale a coprire carenze nelle Rsa. «L’accordo con l’Asl non è servito a niente – sottolinea Massari –, perché non autorizzava le sostituzioni di personale per ferie. Non è facile trovare sostituti di operatori socio sanitari: moltissimi sono stati chiamati dall’Asl. E poi ci sono stati molti pensionamenti negli ultimi due anni. La formula di pensionamento !quota cento” ha provocato l’uscita di molti dipendenti pubblici. Credo che dovesse essere necessaria più programmazione anche in vista di un’uscita di queste dimensioni».

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