Medico indagato Al via i controlli sulle immunizzazioni
PISTOIA. Mentre la procura fissa al prossimo fine settimana un secondo interrogatorio per Federico Calvani, stamani all’ospedale di San Marcello saranno vaccinati 15 pazienti che, all’esito del test sierologico di controllo disposto dalla Asl, sono risultati privi di protezioni anticorpali.
«L’oggetto del nuovo interrogatorio del mio assistito? – dice l’avvocato Stefano Panconesi – i pubblici ministeri potrebbero chiedere al dottor Calvani alcune delucidazioni». Qualche chiarimento sulle vaccinazioni. Non solo su quelle ritenute fasulle – e per le quali il medico marescano è indagato insieme a 18 persone, alcune delle quali lucchesi, per il reato di falsità ideologica – ma anche sui pazienti registrati come vaccinati nei mesi di novembre e dicembre e trovati invece privi di protezioni anticorpali.
Attenzione, precisa la Asl, il fatto che questi pazienti – i più recenti passati dallo studio del dottor Calvani – non abbiano sufficienti anticorpi non significa che il vaccino non sia stato somministrato. Ma che i magistrati vogliano indagare su questi ulteriori elementi di novità portati dai test dell’Azienda sanitaria, sembra scontato.
La procura di Pistoia stima che siano dai cento ai trecento coloro che hanno ottenuto illegalmente il Green pass. Finora ne sono stati identificati 18. Calvani ha risposto a tutte le domande dei pubblici ministeri Linda Gambassi e Luisa Serranti, dichiarandosi disponibile a ricostruire, per quanto possibile, le decine e decine di vaccinazioni che risultano a suo nome nei registri della sanità regionale. «Il tema vaccinazioni sarà al centro anche del prossimo interrogatorio e – evidenzia l’avvocato Panconesi – sinora il mio assistito si è dimostrato disponibile a collaborare. Dobbiamo capire se sarà in grado di ricostruire tutti i passaggi, ma era intuibile che Asl e procura volessero capire se altre persone non avessero ricevuto il vaccino. Il dottor Calvani mi ha detto che ha sempre vaccinato le persone che gliene hanno fatto richiesta, e non ho modo di dubitare delle sue parole. Sinora ha collaborato».
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