Il Tirreno

Lucca

appello di civiltà ecologica 

Chiesto un progetto per tutelare la natura nell’area del Padule

Chiesto un progetto per tutelare la natura nell’area del Padule

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ALTOPASCIO. Un appello a proteggere e valorizzare le aree umide della Piana. È quello che arriva dall’associazione Civiltà Ecologica e che parte da un numero: 13.763. Si tratta del numero di uccelli che i censitori del Centro Ornitologico Toscano hanno contato i primi giorni di gennaio nelle aree umide comprese tra le colline delle Cerbaie e i Monti Pisani, ossia nell’alveo dell’ex lago di Bientina.

«Svassi, anatre, cormorani aironi contribuiscono con numeri differenti alla somma e il padul ” rimane ai vertici toscani per alcune specie come la pavoncella, l’alzavola ed il beccaccino – scrive l’associazione – ma questo numero rappresenta il primato 2022 del maggior numero di uccelli in un’unica area umida. Il nostro Padule sorpassa come numero di presenze ogni altra area Toscana e le bellissime, blasonate e ammiratissime zone come Bolgheri, Orbetello, Fucecchio o San Rossore gli cedono il passo, conti alla mano. Eppure la sofferenza di queste nostre aree è evidente: sono assediate da zone industriali e agricoltura intensiva, percorse da canali con qualità delle acque pessima, cosparse di appostamenti di caccia, percorse da fuoristrada e abbandonate a chi ci scarica abusivamente ogni genere di materiali. Ma nonostante questi aspetti negativi, gli uccelli che popolano il Padule, ci mostrano la potenzialità del luogo».

«Alcuni importanti interventi di questi anni – riprende Civiltà Ecologica – il mantenimento costante delle acque nella zona della Gherardesca e dell’altra area al confine tra Bottaccio e Tanali in primis, hanno contribuito al risultato. Ma questi sono effetti di interventi estemporanei, dovuti alla caparbietà di alcuni politici e tecnici innamorati dei luoghi. Ci vuole altro. Auspichiamo il mantenimento di attività di pastorizia, un uso agricolo sostenibile, un controllo del territorio che impedisca di trasformarlo in terra di nessuno. Speriamo nella riduzione della pressione venatoria. Vogliamo immaginarci una collaborazione seria, fattiva e concreta tra gli enti amministrativi dei luoghi, i Comuni di Altopascio, Bientina, Porcari e Capannori e le Provincie di Pisa e Lucca, che vedono e colgono queste evidenze e si muovono insieme per fornire una protezione organica, un progetto che sia all’altezza di quanto questi territori meriterebbero. Abbiamo un lembo di territorio di cui finora pochi sono stati in grado di capire appieno e vedere l’importanza ecologica e naturalistica, le potenzialità ricreative e di un turismo legato all’ambiente».

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