Il dolore
«Medici di medicina generale» Servono risposte dalla Regione
Cortopassi, segretario dello Spi Cgil, preoccupato per l’uscita di dodici dottori nel 2022
lucca. Appello dello Spi Cgil sui medici di famiglia: in previsione, nel 2022, ne andranno in pensione dodici e c’è l’urgenza di sostituirli. È Roberto Cortopassi, segretario provinciale dello Spi Cgil, a lanciare l’allarme. «Quando le richieste dei cittadini incontrano la disponibilità degli enti a recepirle, le soluzioni si trovano – dice –. Ne è un esempio l’incarico della dottoressa Cristina Del Francia, arrivata a Ponte a Moriano per svolgere il ruolo di medico di medicina generale fino alla fine del 2022. La nomina, arrivata in seguito al pensionamento della dottoressa Saveria Adami che avrebbe lasciato senza medico i suoi 1.500 assistiti, è stata il frutto dell’incontro tra i cittadini di Ponte a Moriano, il farmacista di zona, esponenti di Comune, Asl e ordine dei medici di Lucca».
Cortopassi insiste che «la carenza di medici di famiglia è un problema serio e ben lungi dall’essere risolto. Sono 245 i medici di medicina generale che mancano all’appello in Toscana, oltre a una cinquantina di pediatri di libera scelta. Significa che oltre 250.000 persone rischiano di rimanere senza assistenza. Dodici i medici di famiglia che mancano all’appello nella nostra provincia».
Ora, aggiunge, «con l’aggravarsi della pandemia, tutto il comparto sanitario sta andando in difficoltà, provocando notevoli ritardi sulle liste di attesa e mettendo a repentaglio la vita di molte persone. Queste criticità sono esasperate dalla carenza di medici di famiglia, figura importantissima nel primo accesso ai trattamenti sanitari. C’è bisogno subito di una riforma strutturale del sistema che veda l’ingresso di nuovi medici per compensare in maniera efficiente il turn over e che li renda più integrati nel sistema sanitario territoriale. Dalla legge di bilancio dovrebbero arrivare due miliardi in più sul fondo sanitario nazionale che, a mio parere, dovrebbero essere impiegati per assumere i medici e gli specialisti ospedalieri che mancano da tempo. C’è bisogno che la Regione decida al più presto e dia risposte rapide».
Interpellata dal Tirreno, l’Asl Toscana Nord Ovest spiega che saranno chiamati in causa i medici specializzandi per ricoprire i posti mancanti dei medici di medicina generale.
Fino a quando non avranno completato la specializzazione, potranno avere un numero massimo di pazienti pari a metà del tetto dei medici di famiglia, quindi 750 invece di 1.500. Il numero di pazienti verrà poi integrato non appena avranno concluso la specializzazione.
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