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Condanna definitiva per un’amministratrice
LUCCA. La Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda dell’amministratrice di un condominio di piazza Vettori a Viareggio condannata in primo grado e in Appello a 18 mesi di reclusione e a un risarcimento di 17mila euro alla costituita parte civile con l’accusa di appropriazione indebita aggravata.
Per la Suprema Corte il ricorso presentato dai legali di Giada Puccini, 41 anni, residente a Pisa, che in passato aveva avuto un’agenzia immobiliare in via Sercambi a San Donato e che adesso non svolge più la professione di amministratrice di condominio, è inammissibile e la condanna diventa definitiva.
I fatti costituenti reato risalgono al 2012 mentre le sentenze del tribunale di Lucca e della Corte d’Appello di Firenze sono rispettivamente del giorno 8 novembre 2017 e del 16 luglio 2019. Stando all’accusa la donna, in qualità di amministratrice di un condominio in cui abitavano una ventina di persone, si sarebbe appropriata di somme consistenti, nell’ordine di diverse decine di migliaia di euro, versate dai condomini per le spese di gestione dell’immobile di piazza Vettori. Il ricorso basato sulla tardività dell’esposto presentato dai condomini (3 ottobre 2012) a fronte della conoscenza dei problemi contabili sin dal 2011 e per la nullità della sentenza in violazione della mancata ammissione di perizia contabile nelle varie fasi di giudizio al fine di accertare esborsi a titolo di anticipazione superiori agli incassi è stato rigettato in toto dagli ermellini e ha comportato, oltre alla dichiarazione di inammissibilità, la condanna al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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